Ski Stadium sarà la prima opera olimpica. Lavori al via l’8 aprile

L’orgoglio di essere parte di un evento straordinario, la volontà di impegnarsi, la scelta di condividere ogni singolo passaggio e poi responsabilità e concentrazione: la prima opera olimpica in assoluto a partire sarà lo Ski Stadium di Bormio. I lavori inizieranno l’8 aprile, con due mesi di anticipo rispetto a quanto preventivato.

Un altro primato per la pista Stelvio che sarà teatro della gara più attesa delle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026, la discesa libera, e avrà gli occhi del mondo puntati addosso.

Il giorno dopo la presentazione pubblica del progetto Ski Stadium e l’annuncio dell’imminente apertura del cantiere, c’è grande soddisfazione per un importante obiettivo raggiunto. «Meglio di così non avremmo potuto iniziare – è il commento del sindaco Silvia Cavazzi -: il lavoro e l’impegno di tante persone ha consentito di raggiungere questo primo, importante risultato.

Lo Ski Stadium è un’opera fondamentale per le Olimpiadi e strategica per il futuro di Bormio, indispensabile per completare la pista Stelvio, perché abbiamo una responsabilità nei confronti degli atleti che si stanno preparando per gareggiare sulla nostra pista, e importante per ciò che lascerà. La nostra attenzione si concentra infatti anche sulla legacy, ovvero sull’eredità di questa e delle altre opere olimpiche, che rappresenta una grande opportunità per il paese. Ci aspetta un lavoro impegnativo perché ci sono altri progetti da chiudere ma questo è un inizio promettente e dobbiamo esserne orgogliosi».

Comune di Bormio, Regione Lombardia, Fondazione Milano Cortina e CAL, Concessioni Autostradali Lombarde, ieri, in un incontro aperto alla partecipazione di forze dell’ordine e operatori, nella sala congressi di Bormio Terme, hanno annunciato che Il cantiere aprirà subito dopo le vacanze pasquali, lunedì 8 aprile, per concludersi nell’autunno del 2025. Verranno realizzati due edifici, la family lounge e l’hospitality lounge, a ridisegnare la zona di arrivo della Stelvio per dotarla dei servizi e degli spazi espressamente richiesti dal Comitato Olimpico Internazionale. Il governatore Attilio Fontana e l’assessore Massimo Sertori hanno portato il loro saluto in video, esprimendo la soddisfazione per un’opera che renderà la Stelvio all’altezza delle aspettative olimpiche, rigenerando spazi che rimarranno a disposizione di Bormio. Dal presidente Fontana è giunto l’invito a continuare con coraggio e fiducia.

Gianantonio Arnoldi, amministratore delegato di CAL, ha introdotto la presentazione del progetto riferendosi alla Stelvio come un gioiello, il luogo più importante di tutte le Olimpiadi dove verrà realizzata un’opera che tutto il mondo ammirerà. Nelle parole degli ingegneri Carlo Ascheri, direttore tecnico, e Erika Avanzi, responsabile unico del procedimento, è emerso come l’opera sia importantissima per le manifestazioni olimpiche ma ancora di più per il futuro di Bormio.

Due anni per tre livelli di progettazione, di fattibilità, definitiva ed esecutiva: nel dicembre scorso è stata indetta la gara di appalto e il 5 marzo sono stati affidati i lavori all’impresa vincitrice, la Cerri Costruzioni di Talamona. Un percorso condiviso fra tecnici, amministratori pubblici, operatori e popolazione, passato per modifiche e ottimizzazioni, allo scopo di rendere l’opera più fruibile ed efficace, ben inserita nel contesto del paese.

Due edifici trasparenti, in vetro, legno e pietra locale: uno, quello in corrispondenza delle attuali gradinate, un piano solo di 360 metri quadrati, con una copertura piatta sulla quale verranno installate le tribune provvisorie; l’altro, perpendicolare alla pista, con una pianta di 380 metri quadrati, due piani e un mezzanino, con una copertura a falde sulla quale verrà collocato un impianto fotovoltaico. Impatto quasi zero e ampia flessibilità per spazi che arricchiranno Bormio in servizi e opportunità, durante i grandi eventi sportivi ma non solo. L’area di cantiere prevede due accessi da via Funivie e l’occupazione del marciapiede: si comincerà con la demolizione degli edifici esistenti utilizzando speciali cannoni per abbattere le polveri e contenendo i rumori.

Si lavorerà da lunedì a sabato, dalle ore 7 alle ore 20. «Un cantiere di quelle dimensioni, in pieno centro abitato, presenta certamente delle problematiche – spiega il sindaco Cavazzi – ma tutto è stato programmato per contenere gli elementi di disturbo, per fare in modo che la vita dei residenti e la vacanza dei turisti non vengano troppo turbate. Chiediamo comprensione e pazienza ma sono certa che una volta realizzato il nuovo Ski Stadium renderà tutti noi orgogliosi. La pista Stelvio avrà un contesto e servizi al livello della sua fama». 

Andrea Monti, già direttore della Gazzetta dello Sport, nelle vesti di responsabile comunicazione di Fondazione Milano Cortina 2026, che si occupa di tutte le strutture temporanee, ha parlato di una pista monumento che avrà una corona e si trasformerà in un mito, perché quando sei discesa olimpica lo rimani per sempre. Per costruire una legacy occorre investire in professionalità, passione e pazienza. È intervenuto anche Aldo Colombo, vicesegretario generale di Regione Lombardia e responsabile per le Olimpiadi, che ha definito l’appuntamento olimpico un’occasione per tutti, una sfida per i lombardi, perché avere i fari del mondo puntati fa tirare fuori il meglio di noi stessi e ciascuno si sentirà parte della storia.

«In chiusura – riferisce il sindaco Cavazzi – ho voluto richiamare le parole di Andrea Monti, professionalità, passione e pazienza, che considero fondamentali. Portiamo a casa una prima vittoria ma ci sono altre opere da presentare e ciascuna merita un momento di approfondimento e ogni volta sarà una festa e ci avvicinerà al traguardo finale sul quale vogliamo presentarci tutti insieme da vincitori. È stata importante ieri la presenza di Regione Lombardia, Fondazione Milano Cortina e CAL: ringrazio gli enti e i loro rappresentanti con i progettisti per lo straordinario lavoro sin qui svolto, per l’attenzione nei confronti di Bormio, per la sensibilità non comune per le esigenze del paese e della popolazione che vengono sempre messe al primo posto».

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