Agricoltura 2030 il censimento globale per blindare il futuro delle aziende alpine

 Con l’approvazione da parte delle Nazioni Unite delle nuove linee guida della FAO per il censimento agricolo 2030 prende ufficialmente avvio l’undicesimo ciclo decennale di rilevazioni sul settore primario a livello mondiale. Il programma costituirà la base per le indagini statistiche che i Paesi membri realizzeranno tra il 2026 e il 2035, con l’obiettivo di raccogliere dati comparabili a livello internazionale e utili ai decisori pubblici per definire politiche agricole efficaci.

Il censimento agricolo rappresenta uno degli strumenti più importanti per fotografare l’evoluzione del settore. Le rilevazioni riguarderanno infatti numerosi aspetti strutturali delle aziende agricole: numero e dimensione delle imprese, proprietà della terra, utilizzo del suolo, superfici coltivate, macchinari, sistemi di irrigazione, consistenza del bestiame, pratiche agronomiche e forza lavoro. Informazioni che confluiranno anche nella banca dati internazionale FAOSTAT, diventando una base di riferimento per analisi, ricerca e pianificazione degli interventi nel comparto agroalimentare.

Un elemento centrale delle nuove linee guida riguarda il rafforzamento della qualità e della tempestività delle informazioni raccolte, anche attraverso l’utilizzo di tecnologie innovative. L’obiettivo, come ha spiegato il direttore generale della FAO Qu Dongyu, è garantire dati sempre più pertinenti, tempestivi, comparabili a livello internazionale e utilizzabili.

Tra le novità previste dal nuovo ciclo di censimento vi è anche una maggiore attenzione ad alcuni aspetti finora meno indagati, come la diffusione di colture rare, il ruolo delle donne nella gestione delle aziende agricole e lo sviluppo dell’acquacoltura, elementi sempre più rilevanti per comprendere le trasformazioni dell’agricoltura contemporanea.

“Disporre di dati aggiornati e affidabili è fondamentale per leggere correttamente l’evoluzione dell’agricoltura e orientare le politiche di sostegno al settore” sottolinea il presidente di Coldiretti Sondrio Sandro Bambini. “In un territorio come il nostro, interamente montano, caratterizzato da aziende di piccola dimensione e da un’agricoltura eroica, questi strumenti sono ancora più importanti: permettono di riconoscere il valore economico, ambientale e sociale del lavoro degli agricoltori, dalla gestione degli alpeggi alla tutela del paesaggio e della biodiversità”.

Secondo Coldiretti Sondrio, strumenti di rilevazione come il censimento agricolo sono quindi essenziali per comprendere le trasformazioni in atto nel comparto e per garantire politiche sempre più mirate a sostenere la competitività delle imprese agricole, valorizzando le produzioni tipiche e le specificità della montagna valtellinese e chiavennasca.

Le nuove linee guida FAO pongono inoltre grande attenzione alla diffusione dei risultati: i dati dovranno essere resi disponibili attraverso piattaforme digitali interattive, con tabelle, grafici e mappe online, così da favorire una lettura più immediata e nuove modalità di analisi. In questa prospettiva il censimento agricolo viene sempre più considerato un vero e proprio bene pubblico globale, capace di sostenere ricerca, investimenti e decisioni strategiche per il futuro dell’agroalimentare.

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