Valerina storica riaperto tratto di 800 metri da Desco al chiosco di Masino

Al termine di un importante intervento di messa in sicurezza di un versante da sempre instabile e soggetto a smottamenti, in questi giorni la Comunità Montana Valtellina di Morbegno ha riaperto al transito il collegamento ciclopedonale tra l’abitato di Desco, nel comune di Morbegno, e il chiosco al Masino, ad Ardenno. Circa 800 metri, lungo la Valeriana storica, l’antica mulattiera che corre lungo la base del versante retico, chiusi al transito nel 1985: un annoso problema risolto che indirettamente apre la strada alla realizzazione del nuovo tratto di Sentiero Valtellina, che andrà a unire i due tronchi del percorso, dal cimitero di Paniga all’abitato di Desco, per 500 metri.

«La riapertura è doppiamente importante – conferma il presidente Maurizio Papini -: sia perché recuperiamo e rendiamo nuovamente fruibile l’antica mulattiera, un importante percorso di valore storico e  paesaggistico, sia in quanto ci consente di procedere spediti verso la realizzazione del tratto mancante di Sentiero Valtellina, in località Desco, sul quale l’ente comprensoriale è impegnato da anni e che ha ormai completato la progettazione. Abbiamo restituito al territorio un tratto chiuso da oltre quarant’anni, potenziando la rete ciclopedonale della Bassa Valtellina.

Un intervento nel suo complesso impegnativo, sia dal punto di vista economico, con un investimento di circa tre milioni di euro, sia per la tipologia dei lavori di messa in sicurezza del versante. L’ultimo finanziamento sul bando Itinerari, di oltre 900 mila euro, ci ha permesso di completare l’opera e per questo vorrei ringraziare l’assessore regionale Massimo Sertori». 

L’antica mulattiera, che si snoda a monte della strada comunale, secondo fonti accreditate, risale al periodo romano, intorno al 250 dopo Cristo. Si sviluppa dal cimitero di Paniga, dove arriva il Sentiero Valtellina, verso Desco, per circa 400 metri, fino all’inizio della salita, da dove prosegue per altri 400 metri sulla strada comunale per arrivare al chiosco del Masino. Un percorso alternativo ma importante in quanto consente di evitare la vecchia statale 38 e il viadotto del Tartano, transitando in sicurezza. «Per quanto riguarda la sistemazione del fondo – prosegue il presidente Papini –  come Comunità Montana avevamo manifestato la volontà di procedere alla pavimentazione del tracciato mediante l’utilizzo di conglomerati a basso impatto ambientale, con l’obiettivo di garantire una migliore fruibilità del percorso, preservandone al contempo le caratteristiche e il valore ambientale.

Ma l’intervento non è stato autorizzato a seguito del parere negativo espresso dalla Soprintendenza di Milano. Pur non condividendo tale posizione, e ritenendo che una soluzione con materiali a basso impatto avrebbe potuto rappresentare un valido compromesso tra tutela del territorio e sicurezza e fruibilità del percorso, abbiamo dovuto attenerci alle prescrizioni dell’autorità competente. La mancata pavimentazione della Valeriana storica non è quindi una scelta della Comunità Montana, né tantomeno una decisione dettata da disinteresse o superficialità. Sarebbe auspicabile che, tra i funzionari della Soprintendenza, prevalesse uno sguardo focalizzato sulla realtà, capace di superare le rigidità normative per ricercare una soluzione condivisa». 

«Questi interventi – dichiara l’assessore di Regione Lombardia Massimo Sertori – daranno finalmente continuità al Sentiero Valtellina, una via apprezzata dai valtellinesi e non solo, che ci consente di svolgere attività motorie immersi in un ambiente speciale, con delle viste su paesaggi e scenari incredibili. Molto è stato fatto, e credo si debba ancora investire sul Sentiero Valtellina, non solo nell’ambito di una manutenzione ordinaria su tutto il tracciato in modo uniforme, ma anche nelle piazzole di sosta e nei servizi che possono nascere anche su iniziative private.

Ci sarà il massimo impegno da parte di Regione Lombardia, Comunità Montana e Provincia per completare anche l’ultima parte del tracciato, il tratto di Desco in Bassa Valle, attualmente promiscuo, e consegnare un Sentiero Valtellina integro, che parte da Colico e arriva a Bormio. Se tutti insieme riusciremo a lavorare in questa direzione – conclude Sertori – sono certo che avremo una delle vie più belle ed emozionanti d’Italia e d’Europa».

Prima di procedere alla sistemazione del percorso si era reso necessario mettere in sicurezza il versante, da sempre fragile, che nel 2019 era stato interessato da una frana: per l’intero progetto sono serviti tre milioni di euro e anni di lavori. Si era partiti dalla rimozione di piante e sassi pericolosi per poi proseguire con l’installazione di reti in aderenza alla parete rocciosa e di barriere paramassi. 

In una prima fase erano stati spesi 600 mila euro, finanziati in parti uguali dalla Regione e dalla Provincia sull’Aqst, quindi ulteriori 1,3 milioni di euro, di cui 1,210 ancora dalla Regione, per interventi a difesa del suolo, e i restanti fondi statali per la progettazione. Infine, per la realizzazione del percorso, con la sistemazione del fondo e l’installazione di parapetti, sono stati investiti ulteriori un milione e 50 mila euro, finanziati, per oltre 900 mila euro dalla Regione sul bando “Itinerari” e per 120 mila euro da fondi della Comunità Montana.

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