Val del Liro, tre giovani bloccati verso il Bivacco Zeb salvati dall’elisoccorso

 Intervento del Soccorso Alpino ieri sera, giovedì 12 Febbraio: i tecnici della Stazione di Dongo, XIX Delegazione Lariana del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), sono intervenuti lungo il sentiero che conduce al Bivacco Zeb, in Val del Liro, per il recupero di tre escursionisti in difficoltà. I giovani, illesi, non erano più in grado di proseguire in sicurezza a causa delle condizioni ambientali e della sottovalutazione dell’impegno richiesto dal percorso. L’intervento si è concluso con il recupero tramite l’elisoccorso di AREU – Agenzia regionale emergenza urgenza decollato da Sondrio, che ha provveduto al trasporto a valle in sicurezza.

L’episodio di ieri si inserisce in un quadro che merita attenzione: negli ultimi mesi sono una decina le persone recuperate, sempre illese ma in difficoltà, lungo lo stesso itinerario. Si tratta di escursionisti attratti dalla bellezza della Val del Liro e del Bivacco Zeb, spesso scoperti attraverso immagini e racconti sui social network, talvolta però disinformati sulle caratteristiche reali del tracciato. Il percorso non presenta passaggi tecnici particolarmente impervi ma comporta un dislivello di circa 1000 metri ed è necessario un impegno fisico significativo, che richiede una preparazione adeguata. In ambiente montano, inoltre, le condizioni possono cambiare rapidamente: ghiaccio e neve nella stagione invernale, costoni erbosi innevati soggetti a pericolo valanghe, ridotte ore di luce, così come temporali improvvisi nei mesi estivi, sono fattori che non possono essere sottovalutati.

Il Soccorso Alpino ricorda l’importanza di una pianificazione consapevole dell’escursione, che deve includere la consultazione dei bollettini meteo aggiornati e, in inverno, del bollettino  valanghe, oltre alla raccolta di informazioni presso le sezioni locali del Club Alpino Italiano e del CNSAS. Affidarsi esclusivamente a contenuti trovati sui social media può fornire spunti interessanti ma non sostituisce fonti ufficiali e aggiornate, né una corretta valutazione delle proprie capacità e dell’equipaggiamento necessario. La montagna, anche quando accessibile e aperta a tutti, richiede rispetto, preparazione e consapevolezza. Una corretta programmazione dell’uscita, che includa lo studio dell’itinerario, la verifica delle condizioni ambientali, la scelta dell’attrezzatura adeguata e una valutazione obiettiva delle proprie capacità, rappresenta il primo e più importante strumento di prevenzione.

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