Per iniziativa del Servizio per la pastorale scolastica della Diocesi ambrosiana, oggi venerdì 27 Febbraio, all’Arena Civica di Milano si incontrano settemila studenti provenienti da una quarantina di scuole cattoliche cittadine e dell’hinterland.
Sul tema “Il Signore è pace” docenti e studenti riflettono, ascoltano testimonianze, canti, letture, ma soprattutto pregano insieme all’arcivescovo Mario Delpini.
È interessante la prospettiva cattolica su un tema fondamentale come quello della pace perché è sostanzialmente incentrata sulla preghiera con cui si chiede a Dio la grazia per un mondo in cui i popoli vivano in armonia.
Le manifestazioni con le bandiere arcobaleno, i cortei lungo le strade cittadine, le marce, i sit-in, i discorsi di leader pacifisti, i concerti di artisti affiliati ai movimenti antiviolenza allora non contano nulla?
Difficile rispondere a questa domanda perché nonostante le mobilitazioni di pacifisti di tutto il mondo le guerre persistono.
Tenere alta la guardia e inneggiare alla pace è sempre cosa buona, più complicato, però, è raggiungerla e conservarla.
Qui il discorso si complica. Puntare il dito contro chi produce armi è facile, così come è scontato accusare le lobby dei guerrafondai o inveire contro taluni politici rei di fomentare guerre per i loro interessi personali. Molto difficile risulta invece realizzare un progetto che porti alla distensione internazionale.
Anche se è impopolare ammetterlo, ma solo la Chiesa cattolica insieme a pochi leader di altre religioni ha una proposta concreta per aiutare gli uomini a vivere in pace.
Si tratta di una proposta fondata su due pilastri: la preghiera e l’educazione impartita dalla famiglia fin dai primi momenti di vita.
Nella “chiesa domestica” la persona riceve i primi valori che gli educatori della parrocchia e della scuola successivamente aiuteranno a consolidare.
Leone XIV, il papa della “pace disarmante e disarmata”, ha ben presente che l’impegno quotidiano degli educatori (genitori e insegnanti) non è affatto semplice «di fronte a una costante trasformazione dei processi educativi, resa ancora più difficile dall’estrema digitalizzazione e dalla frammentazione culturale».
Per loro ha avuto parole chiare: «Spesso mi soffermo a pensare a quanto bene fate in condizioni davvero complesse; la vostra missione al servizio della Chiesa è fermento vivo sia per le nuove generazioni che per le comunità che trovano in essa un solido punto di riferimento».
La pace è un valore che si coltiva interiormente e che viene alimentata, fin dall’infanzia, dai comportamenti di genitori, fratelli, parenti, amici e su su, nel tempo, di maestri e insegnanti.
La presenza di Dio nel cuore dell’uomo genera la pace. Ecco perché la preghiera è la strada maestra per impetrare la grazia divina a conservare dentro di sé la pace.
I settemila studenti che con l’Arcivescovo Delpini oggi si trovano a pregare all’Arena di Milano danno un’originale testimonianza di che cosa sia la pace per un cattolico. Vale a dire la supplica, attraverso la preghiera, perché Dio lo aiuti a conservarla dentro di sé in modo da poterla testimoniare al suo prossimo.
Uno stile diverso che si discosta decisamente da quello mostrato in tante chiassose manifestazioni “for peace” al termine delle quali, non di rado, le cronache hanno fatto registrare feriti tra agenti dell’ordine e partecipanti.
Didascalia: immagine creata da IA
