Una hotel è stato il palcoscenico che, giovedì sera 26 Marzo, ha accolto il deputato europeo generale Roberto Vannacci, venuto a Varese per presentato Futuro Nazionale, il suo partito che, ha subito precisato, «non deve vergognarsi di essere “destra pura”, senza aggettivi o appellativi».
Secondo il Generale, Futuro Nazionale deve esprimere una politica orientata al bene dell’elettorato, «pratica e diretta, capace di offrire risposte concrete in tempi ragionevoli». Un partito che può apparire inusuale e che intende offrire una proposta anche a quel quaranta per cento di italiani che disertato da tempo le urne. Vannacci ha posto l’accento sulle virtù. «Oggi tutti parlano solo di diritti, che sono sacrosanti», ha commentato, «ma dimenticano che accanto ad ogni diritto c’è, specularmente, un dovere».
Tra le virtù – ha sottolineato – ci sono innanzi tutto il coraggio e l’impegno di lavorare per il prossimo. Ma chi è il prossimo, secondo il Generale, se non la propria famiglia, gli amici, i compagni di cordata, insomma l’intera comunità nazionale a cui si appartiene? Futuro Nazionale è quindi una destra identitaria, che si fonda su elementi precisi: lingua, territorio e nazione.
Vannacci non ha mancato anche di precisare che il nuovo partito attribuisce grande valore all’amore che si esprime nei legami più profondi generati dalla famiglia e dai figli specificando molto bene che per famiglia si deve intendere quella costituita da un uomo e una donna, cioè da un padre e da una madre che si prendono responsabilmente cura della prole.
Accanto alla difesa del nucleo famigliare, Futuro Nazionale pone anche quella della proprietà privata, che è sacra e inviolabile. «Non è il ladro che entra in casa a dover essere tutelato dallo Stato, ma il proprietario rapinato», ha volutamente precisato il Generale.
Durante l’incontro, animato dalle domande del giornalista de “La Prealpina”, Pasquale Matinoli, Vannacci ha parlato anche della sua rottura con la Lega, che sarebbe avvenuta per incoerenza, tra quanto affermato al Parlamento europeo e quanto avvenuto nel Parlamento italiano sulla “vexata quaestio” delle sanzioni alla Russia. In pratica, secondo il Generale, non si può votare a sostegno dell’Ucraina in Italia e contro in Europa. Sono, a suo giudizio, dinamiche sostenute con “alchimie di parole” che portano a strategie fallimentari. Ha inoltre criticato alcune scelte della Lega, tra cui l’invito di un esponente Lgbtq+ a una riunione, ribadendo la sua posizione a favore della famiglia. Da qui la decisione di intraprendere un percorso autonomo fondando un nuovo partito, la cui assemblea costituente è prevista a Roma il 13-14 Giugno.
Nel corso della presentazione Vannacci ha affrontato anche la questione giovanile pesantemente afflitta dall’egemonia culturale della sinistra che ha permeato scuole, università, spettacolo, mondo della cultura in generale e persino un consistente ambito della Magistratura. «Occorre motivare i giovani senza tentennamenti mostrando soprattutto che è con il sacrificio e l’impegno che ci si costruisce il futuro», ha chiarito.
Per quanto riguarda il governo, Vannacci non lo ritiene prossimo alla fine. È una battuta d’arresto il referendum sulla giustizia, ma talune crisi – ha aggiunto – possono diventare occasioni di riflessione e di rilancio di un’attività ancor più vigorosa.
Ampio spazio è stato dedicato anche al tema dell’informazione, che il Generale considera spesso più un arte di manipolazione che una corretta narrazione dei fatti. Ha criticato anche il ruolo dell’Unione Europea nel definire cosa sia giusto o sbagliato comunicare, sostenendo invece l’importanza del pluralismo: più fonti, più giornali, più televisioni. In questo contesto, ha riconosciuto ai social un ruolo ancora relativamente libero.
Vannacci ha poi espresso scetticismo verso i sondaggi, che darebbero già Futuro Nazionale al 3/4 per cento, mentre altri addirittura al 6/7. Ragione per la quale in questo momento è stata data la sordina sia a lui, sia soprattutto al nascente partito. «Il sondaggio a cui credo», ha detto guardando il pubblico presente, «siete voi, venuti in questa sala ad ascoltarmi e lontani dal televisore che in questo momento sta trasmettendo l’incontro della nazionale di calcio contro l’Irlanda. Sono le persone che incontro in tutta Italia e che, stringendomi la mano mi incoraggiano ad andare avanti e a fare ciò che sto facendo».
All’”Una Hotel” erano presenti circa 600 persone e in 45 giorni 16.000 italiani hanno già preso la tessera del nuovo partito. Se il buon giorno si vede dal mattino… qualche ragione di ottimismo è più che lecita a Vannacci.
Già, ma chi sono questi 600 varesini venuti all’”Una Hotel”? Abbiamo fatto un rapido sondaggio (ovviamente giornalistico e senza nessuna pretesa scientifica) e raccolto alcune testimonianze. Gianluca di Nebbiuno, impiegato all’aeroporto di Malpensa, Riccardo di Arona, studente di meccanica industriale, Giuseppe di Gallarate, Matteo, pilota di linea di Varese, Stefanaia, laureata in Giurisprudenza di Varese, Elena, studentessa dell’Insubria sono tutti accomunati dalla curiosità; nessuno ha incarichi politici, ma tutti vogliono capire che cosa sia questo nuovo partito.
Di fatto in sala ci sono alcuni leghisti e un gruppetto di militanti di Forza Italia, probabilmente delusi dai loro partiti. Futuro Nazionale attingerà molti voti in questi due bacini?
In politica estera il Generale ha toccato il tema dell’Iran, che gli ha dato l’occasione per criticare le dittature ma, nel contempo, di evidenziare anche come molti Paesi occidentali intrattengano rapporti economici con tantissimi regimi autoritari. L’approvvigionamento energetico con la conseguente dipendenza da altri Stati può essere ignorato? S’è chiesto pleonasticamente il Generale.
Così, parlando di conflitti, ha citato casi come la Libia dopo la caduta di Muammar Gheddafi e la Siria di Bashar al-Assad, sostenendo che gli interventi occidentali abbiano prodotto instabilità e conseguenze migratorie, che hanno obbligato a successivi onerosi accordi, come quello stipulato con Recep Tayyip Erdoğan, per contenere i flussi verso l’Europa.
Ultimi temi, ma non meno importanti, affrontati dal Fondatore di Futuro Nazionale sono stati energia e remigrazione. «Quest’ultimo termine non è una parolaccia», ha commentato, «perché significa semplicemente che se esiste la facoltà di emigrare, esiste anche la possibilità di ritornare al proprio Paese d’origine, cioè di remigrare (tornare indietro). Per l’energia, ovviamente, è bene non più porsi il tema del nucleare sì o no, ma avviare una seria politica che, a tutto campo, metta l’Italia in grado di mandare avanti fabbriche oltre che riscaldare abitazioni domestiche e non».
Vannacci scommette quindi su una coalizione, che si colloca all’interno del centro destra, alla quale, in effetti, potrebbe anche dare un contributo di voti non trascurabile, soprattutto se dovesse convincere una parte di quei venti milioni di italiani che da anni si sono stancati di votare perché non si riconoscono, neppure parzialmente, in uno dei partiti che animano la vita politica italiana.
