Nel suggestivo scenario del Passo del San Gottardo, cuore simbolico della Svizzera, si è celebrata oggi – 1° agosto – la Santa Messa per la Festa federale, presieduta dall’Amministratore apostolico Mons. Alain de Raemy. Accanto a lui, hanno concelebrato anche il Vescovo emerito di Lugano, Mons. Pier Giacomo Grampa, il Vescovo di Coira, Mons. Joseph Maria Bonnemain, e il Vescovo di Sion, Mons. Jean-Marie Lovey.
Accogliendo i fedeli, pellegrini e turisti presenti, mons. de Raemy ha rivolto un saluto caloroso in tutte le lingue nazionali, sottolineando come questo luogo unisca non solo i Cantoni, ma anche culture, riti e tradizioni. Nel cuore della sua omelia, il Vescovo ha proposto una riflessione profonda sull’amore radicale di Dio, che – come scrive San Paolo – non solo muore per i giusti, ma per i peccatori, persino per i nemici. È un amore “folle”, ha detto de Raemy, che supera ogni logica umana: “Ti ama più del necessario. Ti ama più del ragionevole. Ti ama da morire.”
In questo spirito, ha ricordato che anche l’impegno per la patria – se vissuto da cristiani – è chiamato ad andare oltre il dovere: fino ad amare il nemico, in nome di una riconciliazione universale. “L’amore non impone, ama. E basta.”
Il messaggio della celebrazione, dal cuore geografico della Confederazione, è stato chiaro: la Svizzera sia segno concreto di giustizia e di pace, fedele alla sua vocazione umanitaria. Un auspicio che si eleva alto come le vette che circondano il San Gottardo – là dove il cielo sembra davvero più vicino.
