Rivolta a Como, Gaddi (FI): “le carceri non siano luoghi pericolosi. Interventi urgenti”

L’emergenza carceraria in Italia tocca un nuovo picco di tensione e sofferenza. Dopo i recenti disordini al Bassone di Como, Forza Italia esprime profonda preoccupazione: il consigliere regionale Sergio Gaddi lancia un allarme chiaro sul sovraffollamento, il crescente disagio psichico e l’altissimo rischio di recidiva. Gaddi sottolinea come, nonostante l’impegno, il carcere sia un “luogo di sofferenza e di solitudine” e chiede al Governo interventi urgenti per affrontare le criticità più gravi, a partire dalla gestione dei tossicodipendenti.

“La rivolta messa in atto da circa un centinaio di detenuti nella serata del 13 novembre è l’’ennesimo episodio di violenza nella casa circondariale del Bassone di Como. Evidenzia di nuovo, in modo particolarmente drammatico, le carenze strutturali dell’istituto penitenziario – dice il consigliere regionale di Forza Italia Sergio Gaddi, componente della commissione Carceri di Regione Lombardia – Il Bassone, come purtroppo molte altre carceri italiane, da luogo di pena sta diventando, a causa del sovraffollamento e delle sue conseguenze, un luogo pericoloso. Dove sempre più difficile garantire la sicurezza e la incolumità di chi ci lavora e di chi è costretto a viverci per scontare il suo debito con la giustizia. In tali condizioni tentare un reinserimento nella società dei detenuti diventa un obiettivo sempre più difficile. Come componente della commissione Carceri ho effettuato visite approfondite in varie strutture penitenziarie lombarde, compreso il Bassone, verificando di persona le criticità da tempo emerse, tra cui il crescente disagio psichico che aggrava le condizioni di vita dei detenuti. Nonostante l’impegno della polizia penitenziaria e il supporto dei volontari, il carcere resta un luogo di sofferenza e di solitudine, e il rischio di recidiva per chi vi è costretto è intollerabilmente alto”.

“Come Forza Italia – conclude Gaddi – abbiamo svolto a livello nazionale un approfondito monitoraggio della situazione delle case circondariali italiane e in special modo lombarde per sensibilizzare il governo sul tema e attivare interventi risolutivi ed efficaci. Volti ad affrontare le più gravi emergenze come l’altissima percentuale di tossicodipendenti. La politica può e deve fare la differenza in un settore tanto delicato garantendo il massimo rispetto del lavoro delle forze dell’ordine cui va la nostra piena solidarietà e il più alto livello di qualità della vita a cui i detenuti hanno diritto.” 

Condividi:

Post correlati