Padre Candido Maffeis, grande interprete dei messaggi mariani di Ghiaie di Bonate

È encomiabile la costanza con la quale Giuseppe Arnaboldi Riva, milanese d’origine, lecchese d’adozione, da oltre trent’anni si prodiga per mettere nella chiara luce i messaggi mariani di Ghiaie di Bonate (Bergamo).

Alle vicende della veggente Adelaide Roncalli (1937 – 2014), Arnaboldi ha dedicato 11 libri (cinque scritti con la moglie Annunciata Beretta) e questo che abbiamo tra le mani è il dodicesimo.

Si tratta di “Candido sacerdote poeta” (Etabeta, pp. 224, € 14.50), luminosa figura di presbitero legato spiritualmente alla Veggente, che, da lui sollecitata a chiedere alla Vergine se sarebbe diventato missionario, ricevette la risposta affermativa nel corso del secondo incontro il 14 Maggio 1944.

Il padre claretiano Candido Maffeis (1930 – 1995) fu il primo grande interprete dei messaggi mariani di Ghiaie di Bonate e, come ricorda nella prefazione padre Serafino Tognetti, «quando era parroco ad Ari (Chieti) accoglieva coloro che a lui ricorrevano, e alla sua preghiera e intercessione si attribuiscono, quand’era ancora in vita, diverse grazie di guarigione. Padre Pio stesso lo incontrò ed ebbe nei suoi confronti parole di singolare stima e ammirazione».

Anche se padre Candido e la Veggente si incontrarono poche volte, i due formarono un solidissimo sodalizio. Accomunati in una vita di dolore, diedero fedele testimonianza dei messaggi mariani indirizzati dalla Sacra Famiglia nel pieno del secondo conflitto mondiale.

Cinquecentomila persone radunate in preghiera attorno alla piccola veggente, incuriosirono gli Alleati che inviarono un loro agente per comprendere che genere di fenomeno di psicologia collettiva di massa potesse spingere un così elevato numero di persone a sfidare la sorte esponendosi al pericolo di mitragliamenti o, peggio, di bombardamenti.

L’ufficiale paracadutato per indagare era un pastore della Chiesa presbiteriana che, coinvoltosi nella vicenda, decise poi di aderire al cattolicesimo. Coincidenza casuale o segno concreto?

Di fatto nessuno avrebbe potuto immaginare ciò che sarebbe accaduto nel pomeriggio del 13 Maggio 1944 quando una bambina di sette anni, Adelaide Roncalli, fu sconvolta e rapita dalla visione della Sacra Famiglia, che le raccomandava di essere messaggera di pace soprattutto per e tra le famiglie.

Per tredici giorni in due cicli: il primo dal 13 al 21 Maggio, il secondo dal 28 al 31 Maggio, la Madonna confidò alla piccola Adelaide di sostenere la famiglia perché minacciata da subdole forze impegnate a distruggerla.

A distanza di oltre 80 anni, con la scellerata ideologia woke, non risulta straordinariamente profetico il messaggio mariano lanciato da un piccolo prato a 13 chilometri da Bergamo?

Anche i 65 anni di vita di padre Candido Maffeis sono stati complicati e non privi di sofferenze, parzialmente lenite da suoi componimenti poetici sempre ispirati all’adorazione eucaristica.

Qualcuno l’ha definito il “poeta dell’Adorazione”. La raccolta dei testi è divisa in tre parti: “Da Candido a Gesù”, “Da Gesù a Candido”, “Visioni sapienziali”.

A 14 anni s’era fatto confermare dalla Madonna che sarebbe diventato prete e da quel momento ha vissuto nella consapevolezza e nella speranza di essere un giorno chiamato in cielo alla visione perenne della Sacra Famiglia.

Come la Madonna predisse ad Adelaide Roncalli: «Soffrirai molto, ma non piangere perché dopo verrai con me in paradiso. In questa valle di veri dolori sarai una piccola martire…», così padre Candido Maffeis, è sempre padre Tognetti a ricordarlo, «conobbe l’isolamento, l’emarginazione, l’incomprensione di coloro che avrebbero dovuto sorreggerlo. Pagò un prezzo elevato per la propria devozione e convinzione, ma non arretrò mai. Quello che la Madonna aveva detto si realizzò in lui».

Il libro di Arnaboldi, restituendoci la bella figura, umana e spirituale di padre Candido, aggiunge un nuovo tassello ai fatti di Ghiaie di Bonate, luogo che, aldilà dei pronunciamenti ufficiali della Chiesa, è ancora meta incessante di pellegrinaggi.

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