Oltre AgriNatura: il nuovo Rinascimento dell’agricoltura quotidiana

Non un punto di arrivo, ma una tappa di ripartenza. AgriNatura 2026 chiude confermando un dato che va oltre i numeri: l’agricoltura è tornata dentro il presente, nel quotidiano dei cittadini, come elemento concreto della qualità della vita e della tenuta dei territori.

Nell’Arena Coldiretti, per tre giorni, le imprese agricole delle province di Como e Lecco hanno reso visibile ciò che spesso resta nascosto: il lavoro che sta dietro ogni prodotto. Lo hanno fatto attraverso i cooking show che hanno visto protagonisti lo chef Roberto Conti con il riso all’aglio orsino e Gorgonzola della comasca, Giuseppe Crimaldi (Nh Hotel Milano Fiera) con le mezze maniche integrali tra rosmarino, piselli e trota di lago, il cuoco contadino Roberto Mauri dell’agriturismo La Cassinazza di Orsenigo, Simone Nicolosi di Casa Biga, maestro pizzaiolo, lo chef Luca Mozzanica del ristorante Amandus (Villa Lario Resort, Mandello) e Silvia Vitali con i casoncelli alla bergamasca, fino ai cuochi contadini Debora e Salvatore Cartolano dell’agriturismo Al Colle di Lurate Caccivio e Giulia Di Scanno dell’agriturismo Al Marnich.

Accanto alla cucina, il programma ha messo al centro l’esperienza diretta e la relazione con le aziende. Le attività di “Agricolazione” hanno coinvolto realtà come l’agriturismo Al Colle e l’azienda agricola Frutta e Sapori di Bizzarone, insieme alla filiera lattiero-casearia dell’azienda agricola Magni di Torri Mariarosa di Olgiate Comasco, protagonista anche del laboratorio “Casaro per un giorno”.

La dimensione didattica e sociale ha attraversato l’intero programma: dalla pet therapy con la fattoria sociale Vanitas’ Dogs di Cantù, fino a “Il mondo delle api” con Giacomo Guffanti e “Con le mani nella terra” con Stefano Maschio dell’azienda agricola Cento Giardini di Figino Serenza.

A rendere concreto questo racconto sono state le imprese agricole presenti, con produzioni che spaziano dal latte ai formaggi caprini, dalla trota di lago alle confetture, fino ai vini e ai trasformati: una presenza diffusa che ha dato forma a una narrazione reale, fatta di volti, aziende e competenze, mettendo il pubblico in contatto diretto con chi produce.

Accanto alla cucina e alla didattica, AgriNatura ha ribadito anche la dimensione sociale dell’agricoltura: fattorie didattiche, percorsi di inclusione e attività legate alla relazione hanno mostrato un settore che non produce solo cibo, ma valore per la comunità. Un ruolo ancora più evidente nei territori montani e interni, dove le produzioni d’alpeggio e le filiere locali rappresentano un presidio indispensabile contro l’abbandono.

“AgriNatura non è una semplice fiera – sottolinea Fortunato Trezzi, presidente di Coldiretti Como Lecco – ma la rappresentazione concreta di un sistema che tiene insieme produzione, territorio e società. In questi giorni abbiamo visto un’agricoltura capace di parlare linguaggi diversi, di farsi comprendere e di costruire relazioni. È da qui che riparte un patto di fiducia tra chi produce e chi consuma”.

Un filo che non si interrompe con la chiusura della manifestazione. L’esperienza dell’Arena Coldiretti prosegue infatti nei mercati di Campagna Amica, dove il rapporto diretto tra produttore e cittadino continua ogni settimana, diventando vetrina stabile dell’agroalimentare del territorio, tanto più strategica in un’area turistica di richiamo internazionale come quella di Como e Lecco.

“L’obiettivo – conclude Trezzi – è accorciare le distanze, rendere trasparente la filiera e valorizzare il lavoro delle nostre imprese. AgriNatura ci ha mostrato che questo è possibile. Ora si tratta di continuare, ogni giorno, nei mercati, nelle aziende, nei territori”.

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