Non concordano con la scelta e lo dicono a chiare lettere. Gli esponenti della Curva Como 1907 hanno preso carta e penna per contestare la decisione di far disputare la sfida tra Milan e Como a Perth, in Australia che ha avuto l’imprimatur dell’Uefa. Il titolo del loro comunicato è già piuttosto esplicito: “Milan- Como, questo calcio non ci appartiene”. “Ecco l’ennesima dimostrazione che questo calcio non ha più nulla di popolare – è l’incipit del comunicato – non conta più la gente, non contano più i tifosi, non conta più la passione, conta solo il denaro. Una partita che dovrebbe appartenere a chi vive le gradinate, a chi macina chilometri, a chi si sacrifica ogni domenica viene strappata via e trasformata in uno show dall’altra parte del mondo. Per chi?. Per sponsor, tv, interessi economici, non certo per i tifosi”. Il comunicato della Curva Como va quindi a definire la disputa del derby lombardo in terra oceanica come “la fotografia di un sistema marcio con partite vendute come pacchetti turistici, identità e storia calpestate in nome del profitto”. E conclude amaramente che “il calcio che conoscevamo, quello che era di tutti, non esiste più, noi lo diciamo chiaro, questo calcio non ci appartiene, non è il nostro calcio”. E si dicono pronti a dare battaglia: “finché ci saranno curve che resistono, finché ci sarà qualcuno a gridare che il pallone appartiene al popolo e non ai mercanti, allora non avranno vinto del tutto”.
Milan-Como a Perth: la curva 1907 contesta la scelta UEFA e la mercificazione del calcio
