di Daniele Carozzi – Immagini che emergono con prepotenza dal buio più profondo, ti colpiscono, ti rapiscono, e catturano anche lo sguardo del milanese più affrettato che, sceso da un treno della metropolitana, in pochi secondi vuole raggiungere l’uscita o un altro convoglio.
Accade al piano ferro della fermata metropolitana M4 di via San Vittore 7, dove l’androne per l’attesa di un treno è ora trasformato in sala museale, con una mostra fotografica le cui protagoniste sono luce e oscurità, lì notte e colore scolpiscono oggetti e divengono opera d’arte fissate in oltre venti gigantografie che, dalle antiche macchine di leonardesca memoria, invitano gli occhi fino Pantelegrafo di Caselli (1930), alla prua della nave scuola ”Ebe”, passando per quell’icona che è il milanesissimo tram Carrelli del 1928, fino al sottomarino dedicato al bersagliere eroe “Enrico Toti” e ancora molto altro.
È una rassegna che accompagna il visitatore in una sorta di galleria del tempo delle grandi capacità umane. Partner del progetto denominato “light stencils” sono il Museo della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” e Metro 4 S.p.A., che si sono avvalsi dell’artista belga-mauriziano (nato in Belgio ma che vive alle Mauritius) Axel Ruhomaully.
Già assistente di linea su voli di lunga tratta, Axel abbandona l’uniforme per frequentare una scuola di fotografia a Parigi e i suoi scatti divengono arte viva che racconta emozioni con l’obbiettivo. Scatti che, nati dal buio con particolari effetti di luce, possono richiedere anche diverse ore di posa e una tecnica del chiaro-scuro che lo avvicina a Rembrandt.
«Con questo progetto – afferma il Direttore generale del Museo della Scienza, Fiorenzo Marco Galli – il Museo si apre alla città portando fuori dalle sue mura alcuni degli oggetti più rappresentativi. Sarebbe bello che, al mezzanino di ogni fermata della metropolitana milanese, si potesse rappresentare ciò che di significativo esiste in quel quartiere.»
Per Alessandro Lamberti, Presidente di Metro 4 S.p.A., «Metro 4 è la metropolitana che attraversa il cuore di Milano e collega luoghi simbolici, culturali e strategici della città. Fin dalla sua nascita abbiamo voluto che fosse non soltanto efficiente, ma anche uno spazio in grado di offrire esperienze di qualità e valore a cittadini e turisti».
Per l’occasione, il Museo ha creato una collezione speciale di articoli (calendari, quaderni, cartoline…), con le immagini di Axel Ruhomaully che nei prossimi mesi verranno pubblicate in un volume fotografico.






