L’agricoltura lombarda corre più dell’Italia: nel 2025 valore della produzione su dell’8%

L’agricoltura lombarda chiude un 2025 da incorniciare, superando con decisione la media nazionale e confermandosi pilastro trainante dell’economia regionale. È quanto emerge dal Rapporto 2025 sul sistema agroalimentare, redatto da Unioncamere Lombardia e Regione Lombardia, che tratteggia il profilo di un settore in forte espansione, capace di capitalizzare un clima favorevole e una gestione oculata dei costi.

Secondo le stime, il valore della produzione regionale ha segnato una crescita compresa tra il 7% e il 9%. Un risultato spinto da un doppio volano: il rialzo dei prezzi di mercato e una ripresa delle rese produttive, favorite da un andamento meteorologico finalmente positivo.

A fare la differenza è stato però il valore aggiunto: la forbice tra i ricavi della produzione e i costi dei mezzi tecnici si è allargata, portando a un incremento che, in termini correnti, è risultato quasi il doppio rispetto alla media italiana (+3% in termini reali).

Il benessere del comparto agricolo si riflette sull’intera filiera. L’industria alimentare lombarda ha proseguito la sua marcia con un incremento della produzione del 3,3%. Ma è sul fronte estero che si registra il dato più sorprendente: nonostante il moltiplicarsi delle barriere commerciali, l’export agroalimentare lombardo è volato al +9,5% nei primi nove mesi dell’anno, staccando nettamente il dato nazionale fermo al +5,1%.

L’indagine qualitativa di Unioncamere conferma l’ottimismo: il 34% degli agricoltori ha dichiarato un fatturato in crescita, contro il 20% che ha registrato una flessione. La redditività ha toccato i picchi massimi nei trimestri centrali del 2025, grazie a un allentamento della pressione sui costi energetici e delle materie prime.

Tuttavia, il clima è mutato nell’ultimo scorcio dell’anno. Un appesantimento del mercato ha iniziato a intaccare la fiducia degli operatori, ponendo sfide urgenti sulla programmazione produttiva, specialmente per i prodotti di alta qualità.

Se il 2025 è stato l’anno della crescita, i primi mesi del 2026 invitano alla prudenza. I timori emersi a fine anno si stanno concretizzando in una tendenza all’inversione dei risultati positivi. A pesare sono due fattori critici: l’andamento instabile dei prezzi e il nuovo rialzo dei costi di produzione. Il recente conflitto in Medio Oriente introduce variabili imprevedibili che potrebbero alterare i flussi commerciali e i costi energetici nei prossimi mesi.

Il rapporto completo sull’andamento del secondo semestre 2025 e il focus dedicato al mercato vitivinicolo sono consultabili sul sito di Unioncamere Lombardia. Le prime stime dettagliate sull’annata agraria sono invece disponibili sul portale ufficiale di Regione Lombardia.

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