La nuova stagione degli agriturismi lariani

La Pasqua 2026 conferma tra Como e Lecco il ritorno del turismo di prossimità, con una domanda interna che premia le esperienze autentiche e legate al territorio. Un fenomeno che si inserisce nel contesto del Lago di Como, da anni al centro dell’attenzione internazionale e oggi chiamato a gestire anche le criticità legate alla pressione turistica.

“Il Lago di Como vive una fase di grande attrattività globale che va governata con equilibrio” sottolinea Fortunato Trezzi, presidente di Coldiretti Como Lecco. “Gli agriturismi rappresentano un presidio fondamentale: offrono un’alternativa concreta ai percorsi più congestionati e accompagnano i visitatori alla scoperta dell’entroterra, delle vallate e delle nostre produzioni agricole”.

In questo scenario, le strutture agrituristiche si configurano come una cerniera tra accoglienza e memoria rurale, contribuendo a distribuire i flussi turistici oltre le riviere e a valorizzare un patrimonio spesso meno visibile ma centrale per l’identità del territorio.

“Cresce l’interesse per un turismo più consapevole, che cerca il contatto diretto con chi produce e con i luoghi”, evidenzia Debora Cartolano, presidente dell’associazione agrituristica Terranostra. “Gli agriturismi sono questo: un’esperienza che unisce ospitalità, cultura del cibo e radici agricole, offrendo al visitatore una lettura autentica del territorio”.

Accanto alla ristorazione e all’ospitalità, si rafforzano le proposte legate alle degustazioni, alle attività in azienda e ai percorsi didattici, in un modello che integra turismo e agricoltura e contribuisce a costruire un’offerta diffusa, sostenibile e profondamente legata al territorio.

La Pasqua segna così l’avvio di una stagione che, anche tra Como e Lecco, si preannuncia orientata a una nuova consapevolezza del viaggio: meno concentrata sui luoghi iconici e più aperta alla scoperta dell’entroterra, dove l’agricoltura continua a custodire paesaggi, tradizioni e comunità.

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