“La lucerna del mondo. Profili di donne da Andromaca ad Anna Achmatova” di Michela Musante, edizioni Àncora, è una raccolta di 15 monologhi al femminile privi di un qualsiasi contradditorio.
L’autrice esplora con stile suggestivo le vite di figure femminili mitologiche, letterarie e storiche, unendo passione e rigore narrativo nel raccontare l’amore e la dignità delle donne; occorre precisare che l’uomo nel libro appare marginalizzato o comunque dipendente, a volte visto come antagonista.
Alcuni di loro entrano in sintonia con le protagoniste ma dipendono sempre dall’ottica positiva o negativa delle donne che li inseriscono nel loro parlare ininterrotto e unilaterale.
Il libro offre un viaggio cronologico attraverso 15 figure femminili partendo dall’eroina troiana Andromaca per giungere alla poetessa russa Anna Achmatova.
Quindici donne in costante equilibrio tra realtà storica e invenzione letteraria; può essere utile considerare quanto di sé l’autrice ha riversato nelle donne protagoniste dei monologhi ed al tempo stesso quanto l’autrice si è lasciata influenzare da questi modelli.
Michela Musante utilizza un poliedrico esercizio di rappresentazione psicologica e linguistica in prima persona con personaggi come Maria di Nazareth, Lucia Mondello ed Emily Dickinson; l’uso di una singola voce femminile con il potere assoluto dell’IO ha lo scopo di ottenere il massimo livello di espressività e comunicazione.
Il filo conduttore che unisce queste figure femminili è l’amore, interpretato nelle sue diverse sfumature, sia umane che divine, come esempio del valore della dignità delle donne. Si tratta di un’opera caratterizzata da un’eleganza poetica nonché dalla capacità dell’autrice di calarsi nei panni delle protagoniste rendendo viva la loro voce.
E’ un’opera consigliata a chi è alla ricerca di una rilettura al femminile della storia e della letteratura con una prosa ricercata ed emozionante.
La Musante usa uno stile evocativo, in un continuo intrecciarsi di riferimenti storici e narrativi che restituiscono al nostro tempo la voce immortale di queste figure femminili.
