Mauro Manzoni nel libro “Il volto di Dio nella poesia di padre David Maria Turoldo” (Àncora, pagg. 282, € 19.00) con prefazione del cardinale Jose Tolentino de Mendonça, affronta la tematica centrale della poesia di padre Turoldo dove si evidenzia una ricerca continua del rapporto con Dio.
La sua lirica è considerata profetica e profonda con una forte connessione ai modelli biblici; nelle sue opere esplora il rapporto con il divino, il nulla, il silenzio.
Le sue opere su questo tema, come spiega bene Mauro Manzoni, offrono un’analisi della sua figura, presentando la sua poesia come un invito all’introspezione e all’interrogarsi sul mistero della vita.
Padre Turoldo è considerato un poeta profeta dove la poesia è considerata come uno strumento per esprimere concetti teologici e spirituali comunicati tramite un linguaggio razionale.
La sua poesia è un costante dialogo con Dio esplorando temi come il nulla, il silenzio, la fede ed invita il lettore ad un dialogo interiore rivolto ad una ricerca esistenziale profonda sul rapporto con il divino.
Padre Turoldo si interroga su domande come “quale Dio?” e “quale immagine del senso ultimo delle cose?” in un rapporto costante con il sacro, spesso conflittuale.
Dio viene visto da Turoldo come un infinito silenzio che genera inquietudine; la risposta a questo silenzio è per Padre Turoldo il volto di Cristo dove trova consolazione.
Il poeta vede la sofferenza umana come il dramma stesso di Dio che soffre per l’infelicità degli uomini.
Nella poesia turoldiana, Dio misericordioso non giudica l’uomo, ma si affianca all’umanità e vede in ogni essere umano il volto di Cristo.
L’opera di David Maria Turoldo è, come detto, un costante dialogo con Dio in cui la fede si mescola al dubbio, alla gioia, alla sofferenza.
Mauro Manzoni nel libro non solo racconta della personalità di Padre Turoldo, ma definisce anche le personalità che hanno influenzato e modellato il suo pensiero.
Manzoni evidenzia come la poesia di Turoldo sia sostanzialmente profetica e non fine a se stessa, ma uno strumento per affrontare il mistero della fede, per interrogare Dio e definire l’uomo e il suo destino.
L’opera di padre Turoldo parla di Dio non in senso astratto, ma come Dio che si è fatto uomo che condivide con l’umanità la sofferenza e la solitudine; un Dio che non teme di essere messo in discussione e che diventa necessità per l’uomo e l’uomo necessità per Dio.
Un Dio che non si impone, ma si propone. La poesia di Turoldo non dà soluzioni, anzi genera domande.
Essere cristiani vuol dire essere umani; la sua poesia è una voce che invita alla riflessione, sfida le convenzioni e come un profeta smaschera le false immagini di Dio.
