Il circo di stato dell’Ucraina è ora in Italia

di Daniele Carozzi – “Il circo è un inno alla vita anche durante le guerre”. Sembra uno slogan, ma è il pensiero, la speranza, la nostalgia di casa degli oltre cinquanta artisti, tra funamboli, acrobati, giocolieri, musicisti e clown, del Circo di Stato dell’Ucraina che ora si esibiranno in Italia. Alla conferenza stampa, introdotta da Gabriella Chiarappa, è annunciata la prima tappa della tournée, con spettacoli mozzafiato e sorprese che terranno gli occhi del pubblico incollati alla pista e al trapezio, si terrà allo Chapiteau dell’Idroscalo di Milano dal 14 novembre all’8 dicembre 2025. Il debutto sarà alle 16,30 del 14 (biglietti disponibili su circuito ufficiale RANATIK e presso le biglietterie). Poi gli artisti ucraini faranno scalo a Livorno in Pala Modigliani, Torino in zona Rivoli e Firenze al Pala Big Mat.

La compagnia circense, portata nel nostro Paese dall’impresa ItalygrandiEventi – società Fantasy S.r.l. con l’impegno di Lenny Alvarez, si è già cimentata in Austria e Germania ottenendo notevoli successi. Woris De Rocchi, vecchio milanese che ha ricordato i fiabeschi tempi di quando Le Varesine ospitavano i pluristellati circhi nazionali italiani, da Orfei a Medrano o Togni, ha evidenziato come molti degli artisti provengono dalle martoriate città ucraine, ma attraverso il circo trovano la forza di mantenere viva la propria arte e di sostenere le proprie famiglie o comunità rimaste in Patria. «Il sorriso e la meraviglia sono la nostra risposta alla paura – dichiara uno dei direttori artistici – e ogni applauso ci ricorda che la vita, nonostante tutto, continua ad avere un senso.»

Per Sergei Malinovsky, uno degli acrobati, «approntare un circo in Ucraina è molto rischioso. Un tendone attira infatti l’attenzione di ordigni bellici, e un agglomerato di persone può essere pericolosamente esposto. Oltre a ciò, la scarsità di energia elettrica penalizza gli spettacoli. Tuttavia noi ci impegniamo in queste esibizioni per non pensare alla guerra, per continuare a vivere dentro…». E mentre noi siamo comodamente seduti in poltrona con mille luci accese, in Ucraina c’è chi è costretto a cenare al lume di candela. Ma, affermano i presenti alla conferenza stampa, anche durante la Seconda guerra mondiale, in Ucraina, i circhi vivevano nonostante lutti e privazioni.

A parere degli organizzatori l’attività circense è oggi molto più viva all’estero che in Italia. Da noi si è un po’ persa la tradizione degli spettacoli sotto quel magico tendone, che lasciava i bimbi con gli occhi spalancati sulle funi o a sbellicarsi dalle risa per le torte in faccia tra clown.

Ci saranno animali? Qualcuno chiede a uno degli organizzatori. E la risposta fuori onda è: «no, abbiamo voluto evitare il fanatismo degli animalisti». Per chi appartiene a passate generazioni, un circo senza animali è come il caffè decaffeinato o la birra analcolica. Ma lo spettacolo del Circo Ucraino saprà ugualmente offrirci inedite emozioni e partecipazioni, perché è anche un gesto di solidarietà e di condivisione culturale verso un popolo che sta soffrendo e piangendo distruzioni e vittime. “Lo spettacolo unisce i popoli” è stato detto in conferenza stampa. Speriamo sia vero. E Il più presto possibile.

didascalia: un momento della conferenza stampa

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