“Ierimo, semo e sempre saremo italiani”addio ad Antonio Perini, simbolo dell’esodo in Canada

Sabato 18 Luglio, si è spento a Chatham, in Canada, all’età di 85 anni, Antonio “Tony” Perini. Nato a Capodistria il 20 gennaio 1941 da Mario Perini e Rina Zlatich, la sua vita è stata l’incarnazione del dolore, della resilienza e dell’orgoglio dell’esodo giuliano-dalmata.

Lasciata la sua amata terra natale di Capodistria, Antonio portò con sé oltreoceano non solo il peso dello sradicamento, ma soprattutto un profondo e incrollabile amore per la propria Patria. Stabilitosi a Chatham, in Ontario, Tony è diventato nel tempo un vero e proprio faro e punto di riferimento per tutta la comunità italiana, sia dal punto di vista politico che amministrativo.

Il motto di una vita: “Ierimo, semo e sempre saremo italiani” Come ricorda con profonda commozione il cugino Luigi Perini (Presidente del Comitato Provinciale dell’ANVGD di Como), il percorso di Tony è stato guidato da una promessa morale e identitaria che non è mai venuta meno:

Non si è trattato solo di parole, ma di un impegno concreto. Tony è stato infatti tra i primi a volere e far erigere a Chatham un monumento dedicato ai Giuliani e Dalmati e alla tragedia del loro esodo e delle foibe, consegnando alle generazioni future un simbolo tangibile di memoria, dignità e riscatto storico.

L’eredità di Antonio Perini non si limita al ricordo storico, ma vive nell’esempio di una vita spesa per il prossimo e fondata su saldi valori: Tony è stato un membro attivo e stimato dei Cavalieri di Colombo, organizzazione con cui ha promosso opere di solidarietà e vicinanza verso chi aveva più bisogno. La sua profonda fede e la vocazione al servizio della comunità sono state raccolte dalla figlia Cristine, oggi figura di rilievo nella vita parrocchiale e docente impegnata nella scuola parrocchiale locale.

Con la scomparsa di Antonio Perini, la comunità di Chatham e la diaspora giuliano-dalmata perdono un uomo giusto, un leader generoso e un instancabile custode delle proprie radici. A tutti i suoi cari, al cugino Luigi e alla famiglia Perini va il pensiero riconoscente di chi crede che la memoria e l’identità non conoscano né confini né distanze.

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