Finanza di Como in azione a Cantù: misura di prevenzione patrimoniale per un’azienda locale

Un’altra importante operazione di contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia legale del Comasco. Nelle prime ore di martedì 21 Luglio, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Como hanno dato esecuzione a un decreto di amministrazione giudiziaria nei confronti di una nota azienda con sede a Cantù attiva nel settore della lavorazione di carta e cartone.

Il provvedimento, emesso ai sensi del Codice Antimafia, nasce dalle ipotesi investigative secondo cui l’attività d’impresa della società sarebbe stata condizionata da soggetti legati ad associazioni di tipo mafioso.

Gli approfondimenti della Guardia di Finanza rappresentano lo sviluppo delle indagini nate con la celebre operazione “Cavalli di razza”. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, fin dal 2019 l’azienda di Cantù avrebbe intessuto e mantenuto continui rapporti economici con una società di Lomazzo. Quest’ultima è risultata riconducibile a un esponente di primo piano della locale di ‘Ndrangheta di Fino Mornasco, già condannato in via definitiva per associazione mafiosa e intestazione fittizia di beni.

Nonostante le condanne definitive inflitte al socio occulto dell’impresa lomazzese, l’affidamento delle commesse da parte di Euroscatola non si è mai interrotto. Le fiamme gialle hanno inoltre riscontrato rapporti commerciali con altri fornitori del settore dei trasporti per conto terzi, a loro volta condannati in via definitiva per mafia.

Dalle indagini è emerso un quadro di sostanziale inerzia da parte del management aziendale di fronte alla progressiva penetrazione criminale. La carenza di controlli interni avrebbe consentito anche l’assunzione di personale gravato da pesanti precedenti penali e da misure cautelari per reati legati al traffico di stupefacenti.

Un contesto reso ancora più vulnerabile dalla collocazione geografica degli stabilimenti, inseriti in un’area ad alta densità mafiosa storicamente sotto l’influenza delle locali di ‘Ndrangheta di Fino Mornasco, Appiano Gentile, Cermenate e Mariano Comense.

La misura disposta dal Tribunale di Milano non punta alla chiusura dell’azienda, ma alla sua bonifica. Affiancando gli organi amministrativi della società, l’amministratore giudiziario analizzerà i contratti in essere per rescindere quelli legati a soggetti contigui alla criminalità organizzata, introducendo presidi e controlli interni per proteggere l’impresa ed evitarne il definitivo assoggettamento.

(Si precisa che nei confronti della persona giuridica e dei soggetti coinvolti vige la presunzione di non colpevolezza fino a un eventuale accertamento definitivo di responsabilità).

Condividi:

Post correlati