Ex area Falck di Novate Mezzola: assolti tutti gli imputati (il fatto non sussiste) e nessun reato ambientale

Si è finalmente conclusa con una sentenza di assoluzione piena di tutti gli imputati coinvolti nella vicenda relativa all’ex area industriale Flack di Novate Mezzola, sulla quale s’è scatenato un dibattito nell’intera provincia. Dopo anni di accertamenti e dopo un lungo dibattimento, il Tribunale di Sondrio ha assolto tutti gli accusati con formula piena «perché il fatto non sussiste», comprese le tre società coinvolte: Novate Mineraria s.r.l., Novamin S.p.A. e Novate Metallurgica Novamet S.p.A., chiamate a rispondere per responsabilità amministrativa.

L’indagine, avviata quasi dieci anni fa, riguardava presunte irregolarità nella bonifica dell’ex sito industriale dismesso, dove fino agli anni Novanta si erano svolte attività siderurgiche. Secondo l’ipotesi accusatoria, le operazioni di bonifica sarebbero state parziali o non conformi, con possibile rischio di contaminazione ambientale.

Una prima svolta era arrivata già in udienza preliminare, quando il Giudice dell’udienza preliminare aveva prosciolto tutti gli imputati per insussistenza degli elementi necessari a sostenere l’accusa in giudizio.

La decisione non era stata accolta dalla Procura: il pubblico ministero, Marialina Contaldo, aveva infatti presentato appello, ritenendo le condotte meritevoli di un vaglio dibattimentale. L’appello era stato accolto, dando così il via al processo di primo grado.

Durante il dibattimento, tuttavia, le perizie, le consulenze tecniche, l’esame dei testimoni oltre ai documenti prodotti hanno smentito l’impianto accusatorio e hanno portato ad una assoluzione con formula piena.

Il Tribunale ha inoltre rigettato tutte le domande delle parti civili, che si erano costituite chiedendo risarcimenti per i danni ambientali e morali e in particolare, le richieste presentate dall’Amministrazione comunale di Novate Mezzola, da Medicina Democratica, da Legambiente e dal Comitato Valli e Lago.

Abbiamo chiesto un commento all’avvocato Angelo Pariani, difensore di uno degli imputati, il quale non ha esitato a confermare che «s’è trattato di un processo lungo e complesso, al termine del quale è arrivato un verdetto limpido: “il fatto non sussiste”». Con comprensibile soddisfazione il Legale ha aggiunto che «la sentenza fa giustizia per tutti coloro che, in questi anni, hanno visto la propria reputazione messa in discussione senza che vi fosse alcun fondamento logico-giuridico».

Dello stesso avviso l’avvocato Niccolò Piramidal, che s’è occupato della vicenda, il quale ha ulteriormente precisato che “all’esito di un lungo e articolato dibattimento, la sentenza conferma la piena estraneità dei soggetti coinvolti e l’assenza di qualsiasi condotta penalmente rilevante”.

In effetti la vicenda giudiziaria – di cui anche Valtellinanews s’era a suo tempo occupata – ha tenuto banco per anni nel dibattito pubblico locale, anche per l’importanza strategica dell’ex Flack, un’area ex industriale che, non a caso, era stata considerata cruciale per i futuri progetti di riqualificazione del territorio. A suo tempo anche l’attuale sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo, aveva compiuto un sopralluogo per accertarsi della situazione in cui versava il sito.

La sentenza potrà ora sbloccare quei percorsi amministrativi e urbanistici rimasti fermi in attesa dell’esito processuale, con tutti i danni che ne sono conseguiti.

La motivazioni della sentenza verrano depositate entro 90 giorni e la Procura potrà eventualmente impugnare la sentenza. Ma per ora, la giustizia ha parlato chiaramente: nessun reato, nessun danno, nessuna responsabilità.

Resta la considerazione umana per chi ha dovuto soffrire per quasi dieci anni la tribolazione di un procedimento penale. Un caso non isolato, si dirà, ma che non toglie un briciolo di afflizione a chi l’ha patita.

Didascalia: facciata della sede storica della Falck (archivio storico Falck)

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