Elettromagnetismo sotto i riflettori: perché oggi se ne parla tanto?

Che tipo di richieste arrivano più frequentemente ad Arpa Lombardia su questo tema? 

“Arpa Lombardia riceve soprattutto richieste dai Comuni, che vengono attivati a loro volta dai cittadini che sono preoccupati perché vivono vicino a delle antenne o degli elettrodotti e chiedono una verifica dell’intensità dei campi che hanno preso le proprie abitazioni”. 

Questo è un fenomeno che negli ultimi anni ha avuto una crescita importante? 

“Ha iniziato ad avere un’impennata quando è incominciato a diffondersi la telefonia mobile. Sostanzialmente con il 2G, per tornare alla ribalta ogni volta che sul mercato si è presentata una nuova tecnologia. Questo ha portato a un’ulteriore preoccupazione”. 

Può forse contare il fatto che stiamo parlando di una paura rispetto a una tecnologia che non si vede? 

“Sicuramente. I campi elettromagnetici non si vedono, non si sentono, non hanno odore e quindi la presenza di un’antenna davanti a casa scatena un po’ una preoccupazione. La preoccupazione per la salute che dopo le verifiche di Arpa Lombardia di solito si attenua, perché difficilmente queste antenne riescono a superare i limiti di legge”.

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