Il progetto globalista procede ed è sostenuto (inconsapevolmente?) anche da esponenti della maggioranza

Mentre una trentina di franchi tiratori ha aiutato la maggioranza di governo a fare harakiri, procede speditamente il progetto globalista degli “illuminati” che controllano Davos.

Nel nostro Paese David Vaughan Icke (Leicester, 29 Aprile 1952), che wikipedia definisce «scrittore e giornalista britannico, particolarmente concentrato sulla teoria del complotto rettiliano», è praticamente sconosciuto.

La sua opinione è che esista «un’agenda oscura che, messa in atto negli ultimi decenni, continui ad essere perseguita ancora oggi con forza crescente».

Attraverso ricerche Icke ha ricostruito un piano di lungo periodo orchestrato da un’élite transnazionale volto alla centralizzazione del potere economico, politico e tecnologico.

Globalizzazione, crisi finanziarie, guerre, gestione pandemica, Grande Reset, moneta digitale, sorveglianza di massa e censura rappresentano, secondo lui, tasselli di un unico progetto: la creazione di un governo mondiale tecnocratico basato sul controllo totale degli individui e sulla progressiva erosione delle libertà.

In pratica Icke è persuaso che “l’agenda” non si è mai fermata; cambia solo forma e narrazione, ma la direzione rimane costante.

Complottista o meno è un dato di fatto che in Occidente e soprattutto in Europa i popoli, sostanzialmente senza il loro avvertito consenso, siano spinti ad omologarsi a scellerate tesi – che avrebbero come epilogo il transumanesimo – e siano pure sospinti ad abbandonare atavici costumi, usi, tradizioni e persino il credo religioso.

Qualche dato oggettivo per comprendere meglio. Sono già otto le banche italiane che, in ossequio a quanto predisposto da Christine Lagarde, presidente della Banca Centrale Europea, stanno sperimentando l’introduzione della moneta virtuale destinata a far scomparire il denaro contante.

Il bello è che Lagarde sostiene che l’euro digitale sia necessario per sottrarre l’Europa dalla dipendenza da altri sistemi economico-finanziari per lo più controllati dagli Stati Uniti.

«Vogliamo essere sovrani a casa nostra», ha testualmente affermato la Presidente. È curioso: lei rivendica la sovranità per l’Unione Europea, ma nel contempo pretende di toglierla ai singoli Stati. Un bel modo d’essere coerenti, non c’è che dire.

Gli “illuminati” hanno di che rallegrarsi perché molti dei loro vassalli marciano nella direzione giusta, che è quella di assicurare a tutti gli apparati dell’Unione europea i mezzi per controllare i cittadini.

Oltre alla moneta digitale si sta anche procedendo alla schedatura del singolo cittadino attraverso la raccolta dei suoi parametri sanitari.

Fa riflettere che l’assessore ai Trasporti di Regione Lombardia acceleri per introdurre il biglietto digitale obbligando le persone ad usare cellulari e computer per poter viaggiare.

Così stupisce che deputati di FdI promuovano convegni per glorificare l’intelligenza artificiale. Meloni non ha mancato di rilevare le criticità dell’IA mentre alcuni suoi autorevoli sostenitori – presentandola, per esempio, come insostituibile presidio nello studio delle malattie rare – appaiono impegnati a magnificare i benefici che potrebbero venire dalla sua applicazione.

In questo modo però si alimenta il sospetto che, sdoganata per i positivi risultati che potrebbe dare sul piano sanitario, l’uso dell’IA verrebbe esteso – sic et simpliciter – a qualsiasi altro campo.

In un acuto articolo (come sono sempre quelli che scrive) su “La Verità” di mercoledì 15 Luglio, Marcello Veneziani, ragionando sui leader sovranisti europei, si chiedeva: «Riusciranno a mantenere la linea che attualmente hanno, stando all’opposizione, o dovranno allinearsi all’establishment come fa la Meloni?». Questo è il dilemma.

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