Ogni anno, nel silenzio carico di significato del Venerdì Santo, la Chiesa universale si unisce in un gesto antico e profondamente ecclesiale: la Colletta per la Terra Santa. Non si tratta di una semplice raccolta di offerte, ma di una pratica radicata nella tradizione e sostenuta con forza dal Magistero, in particolare da papa san Paolo VI.
Dona speranza, semina la pace: questo il titolo scelto per la Colletta 2026. Il Custode di Terra Santa, fra Francesco Ielpo, richiama l’attenzione sui luoghi in cui Cristo ha donato la vita, sorgente della fede e della missione della Chiesa. Alla crisi della guerra si aggiunge l’assenza prolungata dei pellegrini, che ha aggravato una situazione economica già fragile.
I fondi raccolti raggiungono diversi territori del Medio Oriente: Gerusalemme e i principali Luoghi Santi (come il Santo Sepolcro, Betlemme, Nazareth); Israele e Palestina; Giordania; Siria; Libano; Cipro; Egitto. In tutti questi contesti, la presenza cristiana è spesso fragile e minoritaria, ma rappresenta un elemento fondamentale di equilibrio, dialogo e testimonianza. La Custodia di Terra Santa riceve circa il 65% delle offerte raccolte, mentre il restante 35% viene destinato ad altre istituzioni ecclesiali attive nella regione. L’ultimo dato disponibile, relativo al 2023, parla di circa 6 milioni e mezzo di euro raccolti a livello mondiale.
Quest’anno la celebrazione della Pasqua in Terra Santa sarà profondamente segnata dalle conseguenze del conflitto in corso. Il patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, ha annunciato che alcune delle celebrazioni più significative non potranno svolgersi come di consueto: la tradizionale processione della Domenica delle Palme è stata cancellata, mentre la Messa crismale è stata rinviata. Anche altre celebrazioni subiranno limitazioni, perché – come è stato sottolineato – non sarà possibile vivere la Pasqua “degnamente e insieme” nelle condizioni attuali.
Nella lettera che, ogni anno, il prefetto del Dicastero delle Chiese Orientali scrive in occasione della Colletta pro Terra Sancta, si evidenziano alcuni aspetti importanti. Il testo del cardinale Claudio Gugerotti offre in questo 2026 una riflessione intensa e profondamente concreta. Le sue parole partono da una constatazione amara: la realtà continua a essere segnata dalla violenza, le armi continuano a sparare, la gente a morire, i cristiani a emigrare per salvarsi la vita. Di fronte a tutto questo, il cardinale invita «a non cedere alla rassegnazione». La speranza cristiana, ricorda, «non è ingenua né astratta, ma passa attraverso scelte concrete, anche piccole, come quella di condividere una parte dei propri beni». Il gesto della Colletta viene così reinterpretato come un atto di conversione personale e comunitaria: «Non si tratta solo di aiutare chi è nel bisogno, ma di trasformare il proprio modo di vivere, rompendo l’indifferenza e assumendo una responsabilità reale verso gli altri».
SABATO SANTO 4 APRILE
• ore 9.00: in Duomo, Liturgia delle Ore con i Canonici del Capitolo.
È il giorno del grande silenzio – perché – come dice un’antica omelia, «il Re dorme. La terra tace perché il Dio fatto carne si è addormentato ed ha svegliato coloro che da secoli dormono».
• ore 21.00: in Duomo, Veglia Pasquale.
È la madre di tutte le Veglie. Essa si colloca al cuore dell’Anno liturgico, al centro di ogni celebrazione. Nella notte i cristiani celebrano la vera Pasqua, la liberazione dalla schiavitù del peccato e della morte. Luce (con l’accensione del fuoco, la benedizione del Cero pasquale e il canto del Preconio), Parola, Acqua battesimale ed Eucaristia sono le parti che scandiscono la Veglia Pasquale.
• Durante la Veglia, il Vescovo Cantoni celebrerà i sacramenti dell’Iniziazione Cristiana per 4 eletti ai Sacramenti pasquali: il Battesimo, la Confermazione e l’Eucarestia. Sara (17 anni), Aristide (78 anni), Masaya (38 anni) e Angela (30 anni): questi i nomi delle quattro persone che, dopo il tempo del catecumenato e dopo essere state elette dal vescovo ai sacramenti dell’iniziazione cristiana, hanno vissuto con intensità le settimane di Quaresima nelle rispettive comunità (Maccio, San Fedele in Como, Lucino, tutte in provincia di Como) Da domenica 5 aprile a domenica 12 aprile sentiremo in tutte le Messe i nomi dei neofiti: Sara e Angela, e quelli nuovi scelti da Aristide (che si chiamerà Francesco) e da Masaya (che si chiamerà Pietro Leone).
DOMENICA DI PASQUA 5 APRILE – RESURREZIONE DEL SIGNORE
• ore 10.00: in Duomo, Santa Messa Pontificale con Benedizione papale.
È il giorno assolutamente nuovo per l’umanità, giorno che illumina la storia del mondo e inaugura la nuova creazione.
◦ Per le persone malate o impossibilitate alla partecipazione in presenza, si ricorda che la celebrazione è trasmessa in diretta su EspansioneTV (canale 14 DTT).
• ore 18.00: in Duomo, Vespri battesimali con i Canonici del Capitolo a conclusione delle celebrazioni del Triduo Pasquale.
