Difesa aerea e cybersicurezza servono investimenti strutturali per la sicurezza del Paese

Spazio aereo, cybersicurezza e deterrenza tecnologica sono questi i fronti sui quali l’Aeronautica Militare è chiamata a rafforzare il proprio ruolo in uno scenario globale sempre più instabile. Martedì 8 luglio il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Generale Antonio Conserva, nell’ audizione alla Commissione Difesa del Senato ha sottolineato il ruolo imprescindibile e le impellenti necessità dell’Aeronautica Militare in un contesto geopolitico in rapida e costante evoluzione.

Il Generale Conserva ha evidenziato come il panorama della sicurezza globale sia oggi caratterizzato da una “policrisi”, con conflitti regionali ad alta intensità (come in Ucraina e Medio Oriente), terrorismo internazionale, guerre ibride e minacce cibernetiche pervasive. In questo scenario, lo spazio aereo e aerospaziale è diventato un pilastro strategico e un dominio di conflitto critico. La guerra in Ucraina ha mostrato la realtà di minacce fino a poco tempo fa inimmaginabili, con centinaia di vettori (droni, missili ipersonici e balistici) lanciati ogni notte. Questo richiede un adeguamento costante e investimenti per evitare di perdere il vantaggio strategico.

Il Generale Conserva ha messo sul tavolo i nodi principali che richiedono un cambio di passo. A partire dalle scorte logistiche – carburante, munizioni, pezzi di ricambio – “spesso trascurate, ma fondamentali per garantire la continuità operativa e la deterrenza”. Altro fronte critico è il personale. Per far fronte alle nuove sfide, l’Aeronautica ha bisogno di almeno 10.000 unità in più nel breve periodo, di cui 5.000 riservisti. Ma entro il 2035 ne serviranno 50.000 in totale, anche per rispondere ai parametri richiesti dalla NATO. Il focus è anche sulla formazione: cyber, Intelligenza Artificiale, robotica sono le competenze chiave. E occorre – ha detto – “valorizzare chi già serve il Paese, con migliori condizioni economiche e di vita”.

Il compito primario dell’Aeronautica Militare si concentra su due elementi chiave: difesa aerospaziale: non si tratta più solo di intercettare velivoli, ma di una sorveglianza e controllo continuo e integrato che si estende dall’atmosfera più bassa allo spazio esterno. Questo richiede sistemi radar e sensori avanzatissimi, integrati in una rete di comando e controllo che garantisca una chiara consapevolezza della situazione in tempo reale. Secondo elemento è la deterrenza: l’Aeronautica Militare deve scoraggiare qualsiasi potenziale aggressore, non solo con la capacità di difendersi, ma anche con la dimostrazione tangibile della propria forza, risolutezza e capacità di proiezione di potenza a livello globale. Questo include la capacità di sostenere operazioni prolungate a lunga distanza, con tempestività e credibilità dei sistemi d’arma e del personale.

Sempre più cruciale è anche il controllo dello spazio aereo, che oggi passa attraverso una rete informativa integrata. Radar, satelliti, sensori e cybersicurezza devono lavorare insieme per garantire decisioni rapide e superiorità operativa.

Non solo cielo: lo spazio extra-atmosferico è diventato un vero ambiente operativo. E l’Italia deve esserci, anche grazie a progetti come il Global Combat Air Programme (GCAP), il nuovo sistema di difesa aerea sviluppato in collaborazione con Regno Unito e Giappone.

L’intervento ha toccato anche le priorità strategiche per il futuro della forza armata: sviluppo di sistemi anti-drone e antimissile autonomi, missili a lungo raggio e capacità di “deep strike”, comando e controllo potenziati dall’intelligenza artificiale, sorveglianza continua con droni e velivoli a pilotaggio remoto, rinnovamento delle flotte, trasporto strategico e rifornimento in volo. Il Generale Antonio Conserva, ha sottolineato, che l’Aeronautica Militare non è solo una componente delle Forze Armate, ma un assetto strategico vitale per la sovranità e la prosperità del Paese. La rapidità dell’evoluzione tecnologica e la crescente complessità del quadro geopolitico impongono investimenti costanti e un impegno congiunto di tutte le istituzioni, l’industria, le università e i centri di ricerca. Il futuro della pace e della sicurezza dell’Italia dipenderà dalla capacità di dotare l’Aeronautica Militare delle risorse umane, tecnologiche e infrastrutturali necessarie per affrontare le sfide di oggi e di domani.

didascalia: Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Generale Antonio Conserva

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