Dall’Olimpo all’Arcadia: il gran finale mitologico dell’orchestra di Fiati della Valtellina

Il 21 Marzo all’Auditorium S. Antonio di Morbegno, un viaggio musicale tra i paradisi perduti di Pan e gli abissi dell’Ade. Un omaggio speciale per il centenario di Joseph Horovitz.

Le luci delle Olimpiadi si sono appena spente, ma l’eco dei miti greci continua a vibrare tra le fila dell’Orchestra di Fiati della Valtellina. Sabato 21 marzo, alle ore 21:00, l’Auditorium S. Antonio di Morbegno ospiterà l’ultimo, attesissimo capitolo del ciclo dedicato alla mitologia ellenica. Questa volta, la bussola punta verso l’Arcadia, la terra del dio Pan, un paradiso terrestre abitato da ninfe e spiriti della natura dove il tempo sembra sospeso.

Sotto la guida del direttore artistico Lorenzo Della Fonte, l’orchestra propone una selezione raffinata che intreccia storia, leggenda e ricorrenze illustri. L’apertura è affidata a Olimpica di Giovanni Orsomando: non una semplice marcia da sfilata, ma una possente “marcia sinfonica” nata per le Olimpiadi di Roma del 1960, capace di portare il rigore atletico sul palcoscenico.

Il tono si fa poi graffiante con l’Ouverture da Orfeo all’inferno di Jacques Offenbach. Qui il mito si tinge di satira: tra le note del celebre Can-can, gli dei dell’Olimpo vengono messi a nudo come caricature della società, trasformando la tragedia di Orfeo in una brillante commedia umana.

Il baricentro emotivo della serata è rappresentato da Fête Galante, capolavoro di Joseph Horovitz. L’esecuzione celebra il centenario della nascita del compositore (scomparso quattro anni fa), pioniere della musica “seria” per banda. Ispirato ai quadri pastorali di Watteau, il brano trasporta l’ascoltatore in un’Arcadia onirica, fatta di danze cortesi sotto la luna e amori sussurrati.

Il programma non teme di esplorare le ombre. Con la Parafrasi su “Più presso a Te”, Carl Nielsen rilegge l’inno che accompagnò il naufragio del Titanic. Una pagina di commovente trasfigurazione religiosa che funge da ponte verso il gran finale: Infernal Ride di Kenneth Hesketh. Una cavalcata virtuosistica e febbrile attraverso il mondo sotterraneo, che tocca anche le sponde gelate del Cocito dantesco, chiudendo il ciclo con un’esplosione di energia tecnica.

Condividi:

Post correlati