Oggi, 7 Agosto, la Chiesa celebra Gaetano Thiene (Vicenza, Ottobre 1480 – Napoli 7 Agosto 1547), considerato per antonomasia il primo grande santo della Provvidenza.
È il più noto dei “santi della provvidenza”, quelle figure di ferventi cristiani che hanno dato vita a straordinarie opere di carità affidandosi unicamente all’aiuto divino.
A Napoli, dove si reca per espresso desiderio di papa Paolo IV, san Gaetano si dedica a pie opere di carità. In particolare, oltre ad occuparsi di malati incurabili, promuove associazioni per la formazione religiosa dei laici.
Divenuto sacerdote, nel 1523 fonda con tre compagni (uno dei quali sarà Papa Paolo IV) la Congregazione dei Teatini. La loro regola è il Vangelo “sine glossa” che implica il dovere di osservare l’antico stile di vita degli Apostoli.
Celebri le sue frasi che riassumono il suo stile di vita: «Chi confida in Dio non sarà mai deluso». «Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia: tutto il resto vi sarà dato in sovrappiù»
Accanto a san Gaetano la Chiesa ricorda altri santi che hanno posto al centro della loro attività pastorale la Divina Provvidenza. Tra questi san Giuseppe Benedetto Cottolengo (1786 – 1842) fondatore della Piccola casa della Divina Provvidenza; san Vincenzo de Paoli (1581 – 1660) fondatore delle Dame della Carità e della Congregazione della Missione, più tardi detta dei Lazzaristi, dal priorato di San Lazzaro in cui aveva sede; san Luigi Orione (1872 – 1940) fondatore dell’Opera della Divina Provvidenza; san Luigi Guanella (1842 – 1915) che edificò “case di provvidenza” per anziani, disabili e orfani in Lombardia e nel mondo.
Nel sito “Messaggi di don Orione” don Flavio Peloso annota che «Tra il XIX e il XX secolo sorgono un grande numero di congregazioni che, spesso titolate alla Divina Provvidenza, costituiscono tutto un movimento di carità all’insegna della Provvidenza Divina.
In varie nazioni nascono congregazioni caritative ed assistenziali caratterizzate da un notevole coraggio apostolico. Nel Dizionario degli Istituti di Perfezione ne ho contate una sessantina.
Sono in grandissima maggioranza femminili: la Divina Provvidenza ha maggiore sintonia con l’archetipo femminile».
Sociologicamente, secondo don Peloso, queste congregazioni nascono «come risposta al bisogno dei poveri e come risposta al ”quietismo” (svalutazione della collaborazione umana) e al “giansenismo” (sopravvalutazione della collaborazione umana), tipiche del cristianesimo di influenza protestante».
L’analisi del religioso va oltre quando spiega, senza mezzi termini, che i tanti Istituti ispirati alla Divina Provvidenza sono la più evidente risposta «alle illusioni imperanti dell’illuminismo, della “salvezza” del progresso tecnologico e delle ideologie che squalificavano come “irrazionale”, come “antimoderna” e come “oppio” – e dunque fondamentalmente anche come poco “umana” – l’esperienza religiosa».
Che dire poi di uno dei massimi letterati italiani, Alessandro Manzoni, per il quale la Divina Provvidenza non è che l’intervento costante e discreto di Dio nel mondo, una forza positiva volta al bene dell’umanità, la quale opera anche attraverso le avversità e le sofferenze.
Per Manzoni, la Provvidenza non è un elemento astratto, ma una presenza tangibile nella vita quotidiana delle persone.
Come hanno osservato diversi studiosi «in molti scritti dell’insigne Letterato e in particolare ne “I Promessi Sposi” emerge chiaramente che la fiducia in Dio e nella Provvidenza è il fondamento su cui l’uomo deve basare le sue speranze, anche quando le circostanze sembrano disperate».
Per Manzoni quindi la sofferenza umana non è fine a sé stessa, ma è parte di un percorso verso la redenzione e la salvezza.
È chiaro che solo nella prospettiva cristiana – e cattolica in particolare – la Divina Provvidenza ha senso. Si tratta, infatti, di un concetto religioso e teologico che appartiene alla sfera della fede.
Per chi non crede ovviamente nulla viene dall’Alto e tutto è ridotto orizzontalmente sulla Terra, ragione per la quale solo dalla scienza e dalla tecnologia può venire del bene all’uomo. Con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.
