I globalisti progressisti e le élite woke non demordono nel perseguire il loro obiettivo: cancellare i valori che poggiano sulla cultura ispirata dalla religione giudaico-cristiana. Ancora una volta è il governo britannico a distinguersi nel progetto di plasmare la società occidentale nell’interesse globalista.
Ne dà notizia Caroline Farrow di CitizenGo, una fondazione internazionale d’ispirazione cristiana che promuovere petizioni e campagne su temi etici, sociali e religiosi.
«Governo e Autorità sanitaria sono stati costretti a chiedere alla Corte Reale di Giustizia di Londra», spiega Farrow, «di sospendere per otto settimane, il procedimento legale in corso per riconsiderare i loro prossimi passi riguardo alla sperimentazione dei bloccanti della pubertà, valutando se procedere nella forma attuale, modificarla o potenzialmente addirittura annullarla».
Si tratta di un fatto non irrilevante. Infatti il Ministero della Salute ha dovuto assumere l’impegno affinché nessun bambino venga reclutato per la sperimentazione dei bloccanti della pubertà, almeno fino a quando il Tribunale non si sarà espresso in merito.
L’attivista di CitizenGo commenta così l’esperienza vissuta in Tribunale: «Questo caso è davvero una battaglia tra Davide e Golia. Dalla nostra parte c’era un solo avvocato che rappresentava i ricorrenti.
Dall’altra parte dell’aula c’erano file di avvocati del governo, che rappresentavano tutto il peso dello Stato e delle autorità di regolamentazione. Era evidente che il governo stesse impiegando enormi risorse legali per difendere il processo. Eppure questa sfida è ancora in piedi perché migliaia di persone si sono rifiutate di rimanere in silenzio.
CitizenGO non ha solo sostenuto questo caso in linea di principio. Ha contribuito a sostenere questa lotta a ogni livello».
Come andrà a finire non si sa. I globalisti britannici, anche davanti ad uno stop del Tribunale, probabilmente non demorderanno. Il desiderio di ammaestrare i popoli imponendo l’ideologia woke (di cui il gender è elemento consustanziale) è troppo forte in loro.
Da almeno trent’anni negli Stati Uniti e in altri Paesi occidentali sono in corso sperimentazioni per modificare il genere sessuale di innocenti bambini che fin dall’adolescenza vengono sottoposti a dolorose cure in modo di trasformare maschi in femmine e femmine in maschi.
Anni fa già circolavano immagini di giovani ai quali era stato cambiato il genere suscitando, in chi le osservava, più raccapricciante amarezza che stupore.
Non entriamo nel merito della discussione in atto anche in Italia sulla “disforia di genere” che secondo taluni potrebbe essere curata con bloccanti della pubertà. Medici e scienziati hanno le competenze, si spera, per pronunciarsi in materia.
Deve però finire il vezzo di trasformare in diritto tutto ciò che è umanamente possibile.
Solo per capirci. Non si può sdoganare l’uso di droghe in virtù del fatto che gli oppioidi possono lenire il dolore. Un fatto è somministrare morfina ad un paziente terminale afflitto da spasimi, un altro fatto è accondiscendere all’uso di cocaina per dare piacere intenso o disinibire. La droga uccide; e non ci sono disquisizioni per nobilitarla.
Ragionando su noi stessi dobbiamo convenire, purtroppo, che noi italiani ci siamo lasciati permeare troppo a lungo da mode e flussi ideologici stranieri totalmente avulsi dalle nostre consuetudini, storia e tradizioni.
Le influenze massoniche inglesi e francesi, che hanno generato il Risorgimento italiano, non mancano di far sentire ancora oggi i loro effetti.
La Chiesa e il cattolicesimo sono tuttora ferocemente contrastati perché inconciliabili con la massoneria, intendendo per questa quella realtà di pochissime logge occulte nelle quali è concentrato un elevatissimo potere economico e politico in grado di controllare governi e istituzioni internazionali.
Non bastano gli avvertimenti di pontefici come san Giovanni Paolo II e Benedetto XVI per scuotere le coscienze di praticanti e di intellettuali onesti a fare breccia contro talune consorterie impregnate di sulfureo potere.
Devono tornare in campo i curatori d’anime, i preti che sono a contatto con i fedeli perché riprenda la giusta narrazione e per riaffermare che esiste un male oggettivo al quale ci si deve opporre con vigore o inammissibili tentennamenti.
Ne riparleremo.
Didascalia: immagine creata da IA
