Accordo Russia Siria. Un ulteriore problema nel Mediterraneo

Generale Giuseppe Morabito membro del Direttorio della NATO Defence College –Damasco e Mosca hanno firmato un memorandum per ridefinire la presenza russa in Siria dopo quasi un anno e mezzo di negoziati, secondo quanto diffuso dall’agenzia di Stato SANA e confermato dal Ministero degli Esteri siriano.

L’intesa segna una svolta rispetto al passato perché sposta la gestione delle infrastrutture chiave nelle mani siriane e al tempo stesso conserva un ruolo operativo per Mosca, ma in una veste diversa. In concreto la Siria assumerà il controllo civile dell’aeroporto militare di Khmeim, situato nella provincia costiera di Latakia, e del quarto molo commerciale del porto di Tartus, con l’obiettivo di integrarli gradualmente nell’economia e nell’amministrazione nazionale.

Sul fronte militare invece le due parti hanno concordato di non chiudere le installazioni russe ma di trasformarle in centri di addestramento congiunti, una formula che dovrebbe garantire a Mosca la possibilità di mantenere istruttori, equipaggiamenti e attività di cooperazione nel Paese tenendo conto delle esigenze di sicurezza di entrambi. Il testo prevede anche una revisione complessiva del ruolo delle strutture attualmente utilizzate per scopi militari, in modo da chiarire competenze e limiti della nuova fase.

L’accordo entrerà in vigore al termine di un periodo di transizione che non potrà superare i tre mesi. Il Ministero degli Esteri di Damasco ha sottolineato che il risultato è frutto di 18 mesi di contatti diretti tra i due governi. Da Mosca al momento non è arrivato alcun commento ufficiale. Il documento arriva in un momento delicato per le relazioni bilaterali, segnato dalla caduta di Bashar al-Assad, alleato storico del Cremlino, che aveva messo in discussione la continuità della cooperazione. Un primo segnale di stabilità era stato dato nell’ottobre 2025, quando il nuovo capo di Stato siriano Ahmed al-Sharaa si recò a Mosca e incontrò Vladimir Putin assicurando che le nuove autorità avrebbero onorato tutti gli impegni firmati in precedenza.

Da allora la Russia ha ripreso rapidamente i contatti con il nuovo esecutivo siriano, così come hanno fatto gli Stati Uniti, impegnati a loro volta a ridefinire i canali di dialogo con Damasco.

Con questo memorandum Russia e Siria tentano dunque di tradurre un’eredità militare in una partnership orientata alla formazione e alla sicurezza condivisa, permettendo a Mosca di restare presente nel Mediterraneo orientale senza gestire direttamente le infrastrutture civili, e offrendo a Damasco maggiore sovranità su aeroporto e porto in un contesto regionale ancora instabile.

Didascalia: Generale Giuseppe Morabito membro del Direttorio della NATO Defence College –

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