Sondrio , 05 agosto 2020   |  

Un pezzo di Valtellina sul Ponte San Giorgio Genova

Cossi Costruzioni spa una solida realtà imprenditoriale valtellinese resa più forte dall'intervento della Banca Popolare di Sondrio, che ha reso possibile la realizzazione di questa grande opera infrastrutturale

San Giorgio

Alla cerimonia di inaugurazione del ponte “San Giorgio” a Genova hanno presenziato, da sinistra a destra Renato Cossi, Pietro Negrini, Massimo De Buglio, Ercole Biella e Andrea Bera. (credits: Archivio Cossi Costruzioni Spa)

Lo ha definito “il più bel cantiere della mia vita” e anche Iride, dea greca dell’arcobaleno, si è unita per suggellare l’invito ad “amare” quel ponte, frutto di un pesantissimo quanto incancellabile lutto (il tragico crollo del troncone, in quel piovosissimo 14 agosto del 2018, fece ben 43 vittime), ma la cui costruzione, ora, è divenuta un modello per l’Italia intera.

Il senatore a vita Renzo Piano ha parlato con composta commozione, e con la forza di un magnete ha calamitato l’attenzione non solo delle Autorità riunite sotto la tensostruttura allestita su una carreggiata del nuovo e bellissimo ponte “San Giorgio”, ma quella di tutti con un messaggio che ha colpito nel profondo. Palpabili la grande attenzione e la sobrietà dell’evento, testimoniati dai sommessi applausi finali alla cerimonia d’inaugurazione, volutamente ristretta per il doveroso rispetto alle vittime e ai parenti, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, assieme al premier Giuseppe Conte, al sindaco di Genova, Marco Bucci, che in questi anni ha ricoperto anche il ruolo di commissario per la ricostruzione, e al presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti.

Renzo Piano, l’archistar genovese che tutto il mondo ci invidia, si è fatto interprete di tutti coloro, un migliaio circa tra tecnici, maestranze, capicantiere, e via discorrendo che, con mirabile rapidità e professionalità esecutiva (ma “non di fretta”, ci tiene a sottolineare), in un intenso quanto appassionato lavoro di squadra tra il pubblico e il privato, nella “magia” solidaristica che anima e caratterizza il lavoro del cantiere, con estrema competenza e senza mai fermarsi nemmeno durante il lockdown, hanno concorso a realizzare quest’opera che attraversa per un chilometro la Valpocevera.

E ora la attraversa con la leggerezza di un “grande vascello bianco”. Del resto, proprio dall’idea della chiglia – spina dorsale della nave - è partito il progetto che ha preso forma e corpo grazie a un lavoro a dir poco straordinario, terminato in soli 476 giorni. Un vero record, grazie al quale il nostro Paese ha potuto mostrare la sua “faccia buona”.

Emerge l’entusiasmo, unito alla commozione, anche nella “squadra” valtellinese della Cossi Costruzioni Spa: in trasferta a Genova per tutta la durata dei lavori (fatta eccezione per il solo giorno di Natale), ha profuso forza e impegno per questo incredibile manufatto, unico nel suo genere. «Io e i miei uomini, che non finirò mai di ringraziare – afferma Renato Cossi, patron dell’azienda - siamo profondamente orgogliosi per quanto portato a compimento, insieme a tutti i numerosi altri “attori”. Certo, non sono mancati i problemi, soprattutto durante il confinamento (tra l’altro affrontato con spirito di abnegazione, ma seguendo protocolli collaudati di grande efficacia). Ora, con onestà, confesso che siamo stanchi, ma felici: a pieno titolo possiamo dire ‘c’eravamo, abbiamo partecipato’.

Lì si è consumata anche un’indimenticabile lezione di vita. Parafrasando l’architetto Piano, abbiamo gettato un ponte tra la Valtellina e il resto d’Italia. E ciò, grazie a un cantiere fatto di solidarietà, passione e, perché no?, amore».

Una piccola, grande realtà quella della Cossi Costruzioni Spa, dall’aprile 2019 per il 63,5% di proprietà del colosso delle costruzioni Webuild Spa (ex Salini Impregilo Spa), mentre la Banca Popolare di Sondrio come Liri Srl (famiglia Cossi) ne detengono, ciascuna, il 18,25%.

Il ruolo svolto all’epoca dall’istituto di Piazza Garibaldi fu esempio concreto di come seppe interpretare - attivamente e con lungimiranza - il proprio ruolo consolidato di banca del territorio o, ancor meglio, di “banca di comunità”, allo scopo di salvaguardare un asset imprenditoriale importante per la Valtellina, anche a livello occupazionale, e con esso le proprie ragioni di credito.

Per tale motivo, la Banca Popolare di Sondrio ha ritenuto doveroso e importante essere presente a questo momento istituzionale con il suo direttore centrale Pietro Negrini il quale, da vicino – con il pieno supporto della Direzione generale dell’istituto di credito - ha seguito lo sviluppo delle operazioni di rilancio dell’impresa valtellinese con il valido appoggio di Partners Spa, rappresentata dal dottor Massimo De Buglio. Significativa pure la presenza dell’ingegner Andrea Bera, responsabile di tutti i cantieri della “Cossi” in Genova, e del signor Ercole Biella, capo cantiere delle maestranze che, con encomiabile impegno, hanno contribuito alla realizzazione di questa straordinaria, ingegnosa opera.

Anche perché, ricordando sempre Renzo Piano «… costruire è una magia, i muri non vanno costruiti, i ponti sì, e farlo è bellissimo, è un gesto di pace». (Mi.Bar.)

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