Sondrio, 14 agosto 2019   |  

L’evoluzione del cristianesimo in Cina

di Gabriella Stucchi

Un tema complesso, affrontato con consapevolezza dagli studiosi, che auspicano che si realizzi la cultura dell’incontro tra il popolo cristiano in Occidente e quello cinese in Asia.

cina

l testo trae origine dal convegno organizzato dalla UCID – Gruppo Lombardo a Milano il 7 Maggio 2018. Agostino Giovanoli presenta il primo documento: è l’Accordo Provvisorio firmato a Pechino il 22 settembre 2018 sulla nomina dei Vescovi. Questa intesa tra S. Sede e Repubblica popolare cinese, già invano tentata da Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, ha lo scopo di mettere fine ad un contenzioso aperto nel 1958 con la nomina dei primi vescovi illegittimi.

Francesco nella “Lettera alla Chiesa in Cina” del 2007 aveva auspicato l’accordo e ancora prima, l’8 settembre 2008,aveva accolto nella comunione ecclesiale sette Vescovi cinesi consacrati senza mandato pontificio, conferendo l’incarico di governare una diocesi. L’Accordo Provvisorio è quindi un fatto di portata storica per la Chiesa in Cina, ma gran parte della stampa internazionale lo ha considerato di limitata importanza, controverso o addirittura sbagliato. Gli oppositori hanno sostenuto che la S. Sede non avrebbe dovuto stabilire un’intesa con la Cina finché questa non avesse accettato il principio della libertà religiosa.
Ma gli sviluppi dell’Accordo aiutano a capire la fiducia tra le due parti che lo ha ispirato e gli sviluppi che si potranno realizzare.

Claudio Giuliodori (Assistente Ecclesiastico generale dell’Università Cattolica)rileva l’importanza del gesuita maceratese padre Matteo Ricci per l’evangelizzazione della cultura e l’inculturazione del vangelo come ha sottolineato Benedetto XVI.
Padre Matteo Ricci nel 1583 stabilì a Zhaoqing la prima dimora dei gesuiti e nel 1601 arrivò a Pechino, accolto e ospitato a corte dall’imperatore Wanli della grande dinastia Ming. Il suo Trattato sull’amicizia (1595) riscosse molto successo; inoltre Ricci visse intensamente le relazioni sociali, grazie anche alla padronanza della difficile lingua; condivise le usanze e le tradizioni, introducendo con saggezza le conoscenze scientifiche e le innovazioni tecnologiche dell’occidente.
Ha così preso forma il suo metodo missionario che coniuga la novità della fede cristiana con i progressi della scienza in campo matematico e astronomico, con il patrimonio filosofico e morale derivato dai testi classici del confucianesimo.
Le grandi carte geografiche realizzate dal gesuita e i mappamondi apportarono un grande contributo alla reciproca conoscenza tra la Cina e il resto del mondo.
Padre Ricci (chiamato dai cinesi Lì Madou) fu anche difensore della giustizia e testimone della carità verso i poveri, nonostante avesse incontrato molte difficoltà.
Nota anche la sua devozione a Maria: presentò all’imperatore Wanli un’immagine della Madonna dipinta ad olio e un clavicordio; inoltre fondò la prima Congregazione mariana in Cina chiamandola Confraternita della Madre di Dio.

Pier Francesco Fumagalli parla dei rapporti tra Milano e Cina nei secoli, indicando come primo reperto cinese in terra ambrosiana un tavolino in legno di tek dipinto con lacche cinesi in oro, custodito all’Ambrosiana e fatto risalire al secolo XVI/inizio XVII. Frequenti gli scambi nell’epoca di Matteo Ricci. Importante anche il fondo sinico creato in seguito all’interessamento del card. Federico Borromeo, che propose ricerche su libri collezionati dal mondo intero, esigendo che venisse affiancata la conoscenza di lingue e letterature dell’India e della Cina, della Russia e dell’Africa.
Nel libro viene quindi effettuata una accurata descrizione dei testi cinesi che confermano il rapporto culturale tra Milano e Cina. Nella società contemporanea il rapporto è soprattutto di carattere scientifico e formativo: Cina e Italia attuano scambi e programmi di studio internazionali, che possono far prevedere l’incremento anche di scambi economici tra Italia e Cina.

Nel capitolo relativo all’”Evoluzione del Cristianesimo in Cina” Mario Zanone Poma rileva come il cattolicesimo in Cina dal 1949, con l’avvento del comunismo e il potere di Mao Tsetung ha subito ostacoli e dure reazioni dal potere politico, rendendo difficile la vita dei cattolici. Solo negli anni ’70 si rileva qualche episodio di tolleranza, soprattutto grazie all’attività di Vittorino Colombo, politico e cattolico dotato di uno spirito ecumenico.

L’accordo che papa Francesco ha annunciato il 22 settembre scorso dopo lunghe e complesse trattative è uno straordinario evento storico, che pur avendo ancora un valore provvisorio, si può considerare il primo passo di un lungo cammino.

Il libro si chiude con la lettera – saluto del Cappellano della Comunità cinese di Milano don Giuseppe Zhang, che ringraziando, ripercorre il cammino di relazione e amicizia tra Milano e Cina, chiedendo di pregare per la Chiesa cinese che ancora soffre per il regime.

Una ricca Appendice fotografica aiuta a rivivere i momenti più significativi dei rapporti tra Milano e Cina.

L’EVOLUZIONE DEL CRISTIANESIMO IN CINA a cura di UCID Gruppo Regionale Lombardo - EDUCatt

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