Sondrio , 29 gennaio 2017   |  

La berbennese Arianna Fontana fa poker di olimpiadi

di Donatella Salambat

I prossimi giochi invernali che si terranno dal 9 al 25 Febbraio 2018 a Pyeongchang (Corea del Sud) vedranno l'atleta valtellinese impegnata nello short track. La più grande emozione – ha confidato a Valtellinanews – è stata la conquista del primo titolo europeo «dove ho gareggiato con gli idoli di quando ero ragazzina».

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Arianna Fontana, l'atleta di short track (pattinaggio su ghiaccio basato sulla velocità) originaria di Berbenno, è stata convocata dalla nazionale per le prossime olimpiadi invernali che si terranno dal 9 al 25 Febbraio 2018 a Pyeongchang (Corea del Sud). Sposta con lo statunitense Anthony Lobello, anche lui pattinatore, sta vivendo le prime fasi della preparazione atletica in vista del competitivo appuntamento sportivo. Poco prima della partenza ha accettato di rispondere ad alcune domande.  

La sua carriera sportiva è costellata di successi e lei è molto giovane. Avere vinto così tanto e così presto non attenua la sua voglia di nuovi podi?

Cerco sempre di trovare nuovi obiettivi per trovare la forza di migliorarmi e restare tra le più forti atlete al mondo. 

Ha sposato un atleta nordamericano: tra Usa e Italia esistono differenze nel praticare questo sport?

Esistono diverse “scuole” nel mondo; come squadra abbiamo un allenatore canadese e grazie ad Anthony, mio marito, sono riuscita ad imparare qualcosa dalla scuola cinese e coreana. Anthony quando correva per gli Stati Uniti aveva allenatori di quei Paesi orientali. 

Quale medaglia le ha dato le maggiori emozioni?

Ognuna ha una diversa emozione e un significato diverso, ovviamente le medaglie olimpiche sono quelle più importanti, ma la medaglia che suscita le più grandi emozioni è il primo titolo europeo dove ho gareggiato con i miei idoli di quando ero più giovane.  

Per la crescita e la formazione dei giovani quanto può incidere lo sport?

Lo sport è molto importante per la formazione, infatti vorrei che nelle scuole lo sport fosse più valorizzato, sia l'istruzione che la disciplina sportiva si aiutano vicendevolmente. Lo sport insegna il rispetto per i tuoi avversari, la disciplina, la costanza e ti fa scoprire cosa vuol dire davvero possedere una passione per qualcosa. Tutto questo aiuta a migliorarsi anche nello studio, perché ciò che lo sport insegna lo trasmetti nell'educazione e serve per aiutarti a costruire il futuro.  

Olimpiadi 2018: che genere di aspettative nutre?

In Corea sarà la mia quarta olimpiade. Anni fa non credevo che vi avrei partecipato; è una sfida con me stessa e voglio arrivarci al massimo della forma sia mentale che fisica. Voglio essere competitiva su tutte le distanze individuali e anche con la staffetta insieme alle mie compagne di squadra.  

Come è nata la passione per lo short track?

Ho seguito le orme di mio fratello, Alessandro; pattinavamo in Valmalenco per la Lanzada Ghiaccio. Era più un gioco per me all’inizio, eravamo un bel gruppo di ragazzini e ci divertivamo tantissimo. Poi, iniziate le gare, il fatto di competere con qualcun altro ha fatto scattare qualcosa ed è nata la passione per questo sport.  

Quali caratteristiche servono per affrontare questa disciplina?

Bisogna essere molto istintivi, lo short track è uno sport molto imprevedibile, ci possono essere contatti, cadute, si può perdere il filo casualmente sulle lame e di conseguenza senza abbastanza grip (aderenza) non ci si può esprimere al massimo. Bisogna essere esplosivi ed intelligenti, saper anticipare le mosse dei tuoi avversari in modo da sfruttare questo vantaggio a proprio favore.  

Quanto tempo dedica all'allenamento?

Mi alleno tutti i giorni, due volte al giorno e di solito abbiamo la domenica come giorno di riposo. Sono in media dalle 6 alle 8 ore al giorno, in base al periodo della stagione. In avvicinamento alle gare il volume di allenamento diminuisce.  

Quali sono i libri, i film, la musica che preferisce?

Adoro i film horror, purtoppo a mio marito non piacciono quanto a me, ma ogni tanto mi accontenta e andiamo al cinema. Ascolto più o meno tutti i generi musicali ora; quando ero più giovane ho avuto diverse fasi: prima rap, poi punk/rock, poi dance, hip-hop e ora ascolto anche la country music, che ho scoperto grazie ad Anthony. 

Lo short track è poco praticato in Italia, tranne nei periodi olimpici. Com'è la situazione all'estero?

In Europa, tranne in Olanda, siamo tutti nella medesima situazione. In Asia è molto più popolare, soprattutto in Corea dove ci sono palazzi del ghiaccio in ugual misura dei campi di calcio che esistono in Italia. Seguono Canada e Stati Uniti, anche se negli ultimi anni, in questa discliplina anche negli States i numeri di pattinatori stanno calando.  

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