Tirano, 22 novembre 2019   |  
Società   |  Cronaca

Auguri alla centenaria Giuseppina Della Vedova

Nata a Tirano ha dedicato l'intera vita al lavoro e alla famiglia, prima per accudire i fratelli e poi i figli e i nipoti. Una bella testimonianza colma di spirito di sacrificio per gli altri.

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Giuseppina Della Vedova, 100 anni compiti il 21 Novembre 2019

Giovedì 21 Novembre ha compiuto cent’anni la signora Giuseppina Della Vedova nata a Tirano, nell’enclave di Baruffini; la famiglia era conosciuta con il patronimico di “Trapan”.

Quarta di undici figli ricorda spesso la vita in famiglia: di come tutta la giornata fosse dedicata al lavoro, della maestra che ebbe a faticare per convincere i genitori a farle continuare le scuole elementari fino alla quarta; di quando il padre esalò l’ultimo respiro, lei tredicenne, nella vigna, sotto un violento acquazzone.

Ancora racconta di quando, bambina, insieme agli altri bambini e ragazzi del paese andava oltre confine per portare in Italia quel po’ di caffè per sbarcare il lunario e di quella volta che, stante la presenza di controlli, avevano dormito in una specie di grotta al Sasso del Gallo…. Senza il cellulare per avvisare casa!

Destinata dalla famiglia, fin da bambina, a curare i fratellini più piccoli portò avanti questo destino crescendo prima sette figli e poi una schiera di nipoti.

Sposatasi durante la guerra alla fine di Ottobre, fece il viaggio di nozze a Cancano, al villaggio di Digapoli, dove il novello sposo, A. Garbellini, lavorava. I ricordi si susseguono: la nascita del primo figlio, nel ’43, la costrinse a mesi di ospedale causa un’infezione da parto generata da una “levatrice” non troppo accorta; poi il trasferimento in Piazza Parravicini, le ispezioni dei tedeschi e dei fascisti che la costrinsero, lei come altri, a nascondere quei pochi viveri, sotto il pagliericcio del neonato.

E ancora quando, il marito invalido e lei unico sostentamento della famiglia, aveva scelto di mandare i figli alle superiori contro il “sentire comune” che suggeriva di mandarli a lavorare. O quando vide la prima macchina arrivare a Baruffini, ed ancora le lunghe sfacchinate a Zalende o Rogorbello a raccogliere more e frutti di bosco da vendere a Madonna con il ritorno serale a Baruffini, ovviamente sempre a piedi. Solo con il trasferimento al “Bersaglio” si dotò di bicicletta che la accompagnò fino a 93 anni compiuti.

Ha festeggiato i cento anni con una visita al mercato abduano e poi a casa propria dove gode ancora di indipendenza e di autonomia, vera “regiura” capace di comandare alla famiglia che via via si è ampliata, circondata dall’affetto di figli, nipoti e pronipoti. La vita dura e la dieta il segreto di tanta longevità: risotto, pizzoccheri, burro a go go e la “turta de San Pedru”, colesterolo puro passato al forno per 4 ore! (p.l.)

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