Sondrio , 30 maggio 2017   |  

In Valtellina, i droni, coltivano i vigneti

Dopo una prima prova “in bianco” andata in scena sabato 27 maggio, dalla prossima settimana si darà inizio a una sperimentazione per testare l’utilizzo dei droni per i trattamenti dei vigneti.

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Il progetto di ricerca nasce da una collaborazione tra la Fojanini e una azienda privata l’ Aermatic 3D. La prova, una delle prime in Italia su vigneto, sarà condotta sui vigneti di proprietà della Fondazione Fojanini. Verranno messe a confronto cinque tesi sperimentali: 3 con il drone con volumi di acqua variabili, 1 linea tradizionale e 1 testimone non trattato. Sarà applicato un protocollo di difesa biologica, questo perché riteniamo che l’utilizzo dei droni possa agevolare e favorire la conversione biologica delle aziende viticole.

Oggi le aziende che voglio convertirsi al biologico devono mettere in conto, in caso di cattiva stagione, un maggior numero di trattamenti rispetto al modello tradizionale e questo, nella nostra realtà, dove l’ausilio delle macchine è limitato, incide non poco sui costi aiendali e sulla “fatica”. Per questo riveste particolare importanza mettere in campo tecnologie come la robotica, l’informatica, la genetica in grado di venire incontro ai bisogni di una realtà terrazzata come la nostra.


I droni da qualche anno stanno entrando nelle aziende agricole soprattutto in tutta l’Asia, America del nord e sud America. Il Giappone vede già oltre il 50% delle superfici investite a riso trattate con l’utilizzo dei droni. Nella nostra realtà i vantaggi possono essere molteplici e vanno dal risparmio di tempo (circa 15 minuti per trattare un ettaro), consumo di acqua limitati (circa 120 litri per ettaro) e una minore deriva rispetto ai trattamenti tradizionali.


La sperimentazione sarà gestita dai tecnici della Fojanini con il supporto dell’ Aermatic 3D che già opera nel settore della difesa antiparassitaria. L’azienda già nella passata stagione ha gestito con droni la difesa di circa 700 ha di mais in Emilia Romagna per il controllo della piralide del mais.


Tutte le parcelle sperimentali saranno predisposte per l’inoculo artificiale di peronospora al fine di avere parametri infettivi elevati, in grado di testare la validità della difesa. La ricerca, al di la dei parametri strettamente legati al controllo delle malattie, dovrà fornirci indicazioni per mettere a punto un prototipo di drone adatto alla nostra realtà.

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