Milano , 05 novembre 2016   |  

Vino, alternativa reale alle commodities a Milano, convegno, sulla viticoltura eroica di montagna

Il vino delle nostre montagne è un’alternativa alle commodities: un elemento distintivo, di sviluppo e caratterizzazione territoriale, che non può essere prodotto ovunque.

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“Il vino delle nostre montagne è un’alternativa alle commodities: un elemento distintivo, di sviluppo e caratterizzazione territoriale, che non può essere prodotto ovunque. E’ una leva per penetrare nuovi mercati: lo
abbiamo visto recentemente in occasione delle fiere, come a Parigi, certi che per le nostre produzioni non avremmo sfigurato dal punto di vista qualitativo”. Lo ha sottolineato l’assessore regionale all’Agricoltura Gianni Fava, intervenendo venerdì 4 Novembre al convegno dedicato alla viticoltura eroica organizzato all”Università degli Studi di Milano nell’ambito di “Cime a Milano”, un evento speciale che l’Università della Montagna – GeSDiMont (Centro d’eccellenza dell’Università di Milano) ha organizzato per scoprire la montagna in tutte le sue declinazioni.

Il tema del vino di montagna è stato declinato nelle diverse esperienze portate dai coltivatori presenti al convegno (tra cui l’ex recordman dell’ora di ciclismo, Francesco Moser, alla guida dell’omonima azienda
attiva in una zona collinare di Trento e giunta ormai alla terza generazione) e si conferma, come ha ricordato l’assessore Fava, “uno degli elementi più suggestivi dal punto di vista sociale e territoriale.

Grande occasione, in tal senso, è rappresentata dal concorso “Il Mondial des Vins Extrêmes”, unico evento mondiale sulla viticoltura eroica organizzato dal Cervim (Centro di ricerca, studi e valorizzazione per la viticoltura di montagna), che si terrà sabato 12 novembre a Milano con il patrocinio dell’Oiv (Organisation Internationale de la Vigne et du Vin).

La promozione territoriale  passa attraverso i prodotti che sono l’unica arma reale per lo sviluppo del territorio. Penso a quel vino eroico che non si produce in zone facili e che si è caratterizzato come ultimo avamposto di una tradizione che si perde negli anni. Una realtà produttiva che va comunicata meglio e che qualifica l’offerta dei territori per la loro distintività. Solo così si rende giustizia e onore a un comparto
che ci interessa perché è segmento fondamentale di una fetta di economia che garantisce la sopravvivenza alle nostre montagne, e non solo lombarde.

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