Sondrio , 01 gennaio 2019   |  

Ti penso positivo #la felicità è una scelta

di Gabriella Stucchi

Il Bene ci precede e rispettandolo si sta bene.

Ti penso positivo

«Questo libro accoglie con entusiasmo la recente Psicologia positiva, che si offre come una proposta di vita buona...invitandola a riconoscersi su quel Fondo d’Essere che, solo, dà consistenza e slancio alla sua impresa educativa». Così l’autore Mimmo Armiento, psicologo e psicoterapeuta nell’Introduzione.

Inizia poi il cammino, in cui l’autore descrive gli stati d’animo riscontrati in alcuni suoi pazienti. Un aspetto frequente è il “senso di colpa”, che può essere fondato o infondato, ma che comunque trafigge nel cuore e toglie la pace. Occorre innanzitutto avvertire in sé la gioia di esistere, il “volersi bene”, trovando un “fondamento” su cui poggiarsi. Ed ecco che la psicologia positiva riparte da Dio, che è il Principio, una presenza che ci precede e ci accomuna con tutti nella storia, facendoci riconoscere responsabili delle nostre azioni. Da qui la solidarietà, il rispetto per sé e per gli altri, ponendo prima di tutto l’amore, il bene, la libertà, la verità, rinunciando ai propri pregiudizi, ai propri tornaconti e alle proprie chiusure mentali.

Si può sbagliare, arrivare a toccare il fondo; ma questa non è un’esperienza di morte, anzi, può essere un’occasione che invita a rientrare in sé e ad accorgersi di Dio, ad accogliere un colpo di Grazia per rialzarsi. Infatti in ogni momento della nostra vita siamo sorretti da una Speranza (la speranza è l’ultima a morire, secondo un detto popolare). «Non uscire da te stesso, rientra in te stesso: nell’intimo dell’uomo risiede la verità (S. Agostino)». Questo richiede un’apertura di cuore, uno sforzo e un’autodisciplina, e porta a «incontrare un Altro dentro di sé», a cogliere il proprio esistere nel tempo come una Grazia, riconoscendo gli errori commessi e ripartendo con la consapevolezza che c’è un Altro che viene incontro. Da qui il sorriso, il desiderio di vivere, la gioia di esistere! A questo punto sopraggiunge il riconoscimento di una Gratuità originaria da cui proviene ogni cosa; da qui il ringraziamento.

Sorge allora una domanda: Se Dio vuole bene, perché permette il male? La risposta viene immediata: se non vogliamo il male, è perché vogliamo il bene, e di questo bene è Dio stesso che ci ha dato il desiderio. Questo significa che stiamo aspettando da Lui che completi in noi la sua opera. Occorre prima di tutto amare, perdonando a chi ci ha offeso, guardandolo con un sorriso; allora si ritrova la pace, ponendo Dio come presupposto dell’amore. L’esperienza più completa dell’amore è nella reciprocità di amare ed essere amati, in modo totale, per sempre, proprio come nell’esperienza nuziale.

La domanda finale: che fare per vivere bene? L’autore, partendo dalla parabola di Matteo 25,14-30, parla di talenti da far fruttificare, con il lavoro, con l’impegno pubblico, con l’occuparsi dell’altro, con l’osservanza dei doveri, consapevoli che la felicità non dipende da quanto si ha, ma da quanto si dà. Siamo chiamati a fare festa, certi che il Bene ci precede (viene direttamente da Dio) e che rispettandolo si sta bene.

La lettura del libro aiuta a comprendere il vero Bene di cui siamo forniti, seguendo il quale ci sentiamo liberi, gioiosi, aperti all’amore vero, che vede il riflesso del bene nel mondo che ci circonda. Questo è fonte della vera gioia!

Mimmo Armiento “Ti penso positivo” - Paoline – euro 16.00

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