Sondrio , 25 maggio 2019   |  

Scusi Prof cos'è il populismo?

di Donatella Salambat

Uno studente curioso e confuso sul tema del populismo ed una professoressa che ha l'arduo compito di spiegare e fare chiarezza su questo fenomeno sempre più incalzante della scena politica di oggi.

populismo libro 350

l libro “Scusi prof cosa è il populismo?” di 168 pagine edito da Vita & Pensiero presente nelle librerie dal 21 Febbraio è l'opera di due economisti Andrea Boitani e Romy Hamaui.

Il libro si snoda in tre capitoli che rappresentano tre incontri tra lo studente e la professoressa ed hanno come sfondo i chiostri di Sant'Ambrogio che rappresentano il cuore dell'università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Il giovane studente pone domande e riflette su diversi temi che spaziano dal welfare alla globalizzazione al populismo.

Quest'ultimo un fenomeno che trova grande spazio in Paesi come l'Italia, la Gran Bretagna, l'Ungheria, la Francia, ma ciò che incuriosisce il giovane studente è anche la strana alleanza di Governo tra Lega e Movimento Cinque Stelle e cerca con le sue domande di chiarirsi le idee, eliminare i dubbi e appagare le curiosità che possono essere quelle che ogni persona ha in questo particolare momento storico.

Lo studente rappresenta i tanti giovani che oggi affollano le aule delle università, ironico, con la mente sveglia e sentimenti in continua evoluzione tipici dell'età, che si trova di fronte ad uno scenario politico che non tocca solo l'Italia, ma che supera i confini del proprio Paese e si sviluppa in uno scenario non solo europeo ma anche internazionale.

Alcune delle domande che emergono nel testo sono “C'è un modo di dare un significato chiaro e univoco al populismo? Quali sono le differenze che più delineano Lega e i Pentastellati? Che ruolo hanno oggi le disuguaglianze, i flussi migratori nel far crescere la domanda di populismo?

Tra tutti i quesiti che lo studente pone è particolarmente interessante “Quale è il ruolo dei media tradizionali nei confronti dei partiti e dei movimenti populisti?” Qui ci si sofferma tra ciò che è comunicazione tradizionale e il ruolo dei social. Si assiste ad uno scontro generazionale tra la professoressa legata ad una comunicazione tradizionale che trae le notizie dalla lettura dei giornali ed il giovane che si informa attraverso la consultazione dei social.

È rilevante la battuta della professoressa che in tono ironico dice “Ma che cosa ne sai che non leggi i giornali?” quando il giovane afferma che “i media tradizionali assumono un atteggiamento molto critico o sarcastico nei confronti dei movimenti populisti”.

La chiacchierata prosegue sul fatto che i media tradizionali sono visti dai populisti come parte integrante dell'élite perché consapevolmente o inconsapevolmente ne fanno gli interessi.

La copertura mediatica è importante per l'affermazione dei partiti populisti che riescono a farsi conoscere dalla stragrande maggioranza della gente riuscendo a far arrivare i loro messaggi ad una massa sempre maggiore di possibili elettori. Nei social i soggetti politici in particolare i movimenti populisti hanno trovato in questi strumenti platee enormi; i social sono luoghi dove si discute ed hanno sostituito i circoli, le piazze e molto spesso non hanno nemmeno costi elevati creando un rapporto diretto tra il politico ed il pubblico.

Qui si apre un dibattito interessante tra studente e professoressa nel quale il primo afferma che il pensiero politico arriva all'utente senza distorsione mentre la professoressa contesta il fatto che in un dibattito tra un politico ed un giornalista, come ad esempio in una intervista, è possibile ribattere, porre domande, contestare alcune affermazioni che il politico espone in quel contesto, “svolgendo il ruolo di fact checking”, a cui molto spesso i media e gli utenti stanno rinunciando, un pensiero che esprime la professoressa con tono preoccupante. Così facendo sempre più spesso si prende per buono tutto ciò che il politico di turno decide di affermare.

In questo libro sono riportate domande, riflessioni su temi storici, sociologici utilizzati per spiegare al meglio uno dei fenomeni più sfuggenti, ma allo stesso tempo più rilevanti della politica dei nostri giorni.

Appuntamenti

Ritrovaci su Facebook

Caleidoscopio

11 Dicembre 1991 nasce a Maastricht l'Unione europea

Social

newFB newTwitter