Milano , 12 agosto 2017   |  

Riso e grano alla ricerca dell'etichetta perduta

L'assessore all'agricoltura Fava: "Martina spieghi a che punto sono i decreti sull'etichettatura"

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"A che punto è l’iter dei decreti relativi all’ etichettatura del grano e del riso? Perché non è molto chiaro se gli schemi dei due provvedimenti inviati dal ministero delle Politiche agricole a Bruxelles lo scorso 12 Maggio, annunciati col solito trionfalismo romano, hanno ricevuto il placet dell’Unione europea e se proseguiranno il loro corso procedurale in Conferenza Stato-Regioni e nelle apposite Commissioni parlamentari oppure se tali decreti siano stati invece ritirati. Il ministro Martina, chiarisca”.

Così l’assessore all’ Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava, chiede risposte al ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, e alla struttura ministeriale. “Sarebbe spiacevole scoprire ancora una volta che a Roma eccellono nelle finte soluzioni dei problemi e non si chiariscono mai i reali contorni delle vicende in cui il governo si va ad infilare,  analizza Fava, con il sistematico boicottaggio dell’Unione europea, come nel caso dei clandestini, per citare un’altra questione spiazzante per Gentiloni e la sua squadra”.

L’assessore lombardo Fava, inoltre, attende lumi sul decreto annunciato lo scorso 20 Luglio dal ministero delle Politiche agricole, siglato di concerto col Mise il successivo 26 Luglio e trasmesso alla Corte dei Conti. “Un altro mistero gaudioso  soprattutto nei collegamenti che potrà avere tale provvedimento con quello presentato il 12 Maggio. Nella versione del 26 Luglio che fine hanno fatto i riferimenti alla Conferenza Stato-Regioni e alle Commissioni parlamentari? La sensazione, in assenza di risposte ufficiali dal ministro Martina, è che “si sia percorsa la politica dell’annuncio e dell’azzardo, senza tenere conto dei regolamenti comunitari”.

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