Sondrio, 22 marzo 2020   |  
Cronaca   |  Salute

Ricciardi e Galli: utile aumentare i tamponi

di Gianfranco Cucchi

Le linee guida dell'Organizzazione mondiale della sanità confortano l'opinione dei virologi che sono favorevoli ad una maggiore estensione dei test sanitari

test sussidiariooronavirus 2020 lapresse

Provette da laboratorio (credit Il Sussidiarionet)

In questa pandemia da Covid19 in Lombardia sono state fatte le diagnosi solo in un numero limitato di casi: in pazienti con febbre e dispnea, cioè nelle persone che verosimilmente avevano sintomi che potevano fare sospettare la presenza di una polmonite.

Quindi nei casi complicati, più seri che necessitano di ospedalizzazione e nelle situazioni più gravi di assistenza respiratoria con intubazione, che in letteratura scientifica costituiscono circa l’85 % dei contagiati dal virus. In tutti gli altri ammalati con sintomi come la febbre persistente per più di 4 giorni sono stati tenuti al proprio domicilio a contatto spesso telefonico con il medico di medicina generale. Molte volte con famigliari anch’essi con febbre persistente.

Questo giustifica la letalità elevata nella nostra regione che ha superato il 10 % , perché sono stati diagnosticati e censiti solo i casi più gravi. Letalità elevata ad esempio rispetto alla Cina (2,5%) e Corea del Sud (1%) ma anche della Regione del Veneto e ad oggi delle altre nazioni come la Germania e la Spagna.

Le line guida dell’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) sull’ effettuazione della diagnosi di contagio Covid19 prevede che l’esame diagnostico debba essere eseguito sui pazienti sintomatici quindi solo con febbre senza necessariamente tosse e/o dispnea e su coloro che hanno avuto un contatto stretto con coloro che sono risultati contagiati. Per contatto stretto si precisa che sono coloro, che ad esempio vivono nelle stessa casa, che avuto un contatto come la stretta di una mano, che ha un contatto diretto faccia a faccia ad una distanza minore di 2 metri per oltre 15 minuti oppure un operatore sanitario che ha prestato assistenza ad un malato di Covod19.

Diagnosticare questo iceberg di contagiati non ha solo un valori statistico-epidemiologico ( così si ridurrebbe certamente la letalità) ma ha un valore prettamente clinico e di prevenzione di nuovi ammalati che potrebbero evolvere in polmonite, cioè di riduzione della diffusione dell’epidemia. Perché questo virus è molto contagioso, 3 volte quello dell’influenza.

Non solo ma anche dal punto di vista etico credo che sia giusto che un ammalato che è a casa da 10 giorni con la febbre debba conoscere se è stato contagiato da Covid19 o da altro.

Certamente in questo mese di emergenza il sistema sanitario lombardo ha prodotto uno sforzo immane ed encomiabile per la cura degli ammalati più gravi con,, a volte armi insufficienti in termini di protezione individuale, e di un numero elevato di ammalati negli operatori sanitari.

Oggi i maggiori esperti come i professori Ricciardi e Galli concordano con la richiesta di eseguire un maggiore numero di tamponi e quindi di diagnosi nei sintomatici apparentemente non gravi (ad esempio con solo febbre a domicilio), in coloro che hanno avuto un contatto stretto con i positivi ed in tutti gli operatori sanitari secondo le linee guida dell’OMS. Questo intervento non è più differibile.

Solo così si potranno veramente isolare coloro che possono contagiare e diffondere la malattia e ridurre i casi negli ospedali. Non per niente l’ospedale di Alzano Lombardo in Val Seriana ed i comuni limitrofi, è stato un potente focolaio epidemico sul quale non si è intervenuti tempestivamente con misure restrittive come si è fatto nel Lodigiano.
Vale sempre il detto che è meglio prevenire che curare.

 

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