Sondrio , 24 aprile 2019   |  

Pressione fiscale locale per le imprese: +8% in 7 anni

Presentato il 7° Rapporto Fiscalità Locale di Assolombarda. Spada: "Scongiurare il rischio aumento di IMU e TASI nel 2019, tolto il divieto per i Comuni di alzare le aliquote"

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Resta elevato anche per il 2018 il carico dei tributi locali sulle imprese. Sebbene il 2018 registri, infatti, una lieve riduzione della pressione fiscale sull’anno precedente sia per i capannoni e sia per gli uffici (-0,2%); negli ultimi 7 anni di rilevazione gli uffici hanno visto aumentare la pressione fiscale complessivamente dell’8,3%, che li ha portati a pagare in media 593 euro in più, mentre per i capannoni industriali l’incremento è stato di 3.113 euro (+8,5%).

È quanto mette in luce il 7° Rapporto sulla fiscalità locale promosso da Assolombarda, che esamina la pressione fiscale esercitata dai comuni della Città Metropolitana di Milano e delle province di Lodi e Monza e Brianza. L’analisi mette a confronto, negli anni, i valori delle imposte gravanti sugli immobili di impresa quali – IMU, TASI, TARI, oneri di urbanizzazione – e l’Addizionale Irpef per quanto riguarda le persone.

«L’analisi nasce con l’obiettivo di offrire alle Amministrazioni Comunali uno strumento utile a orientare le politiche future e ridurre il peso dell’imposizione fiscale che ancora grava pesantemente sulle nostre imprese: +8% in 7 anni – ha dichiarato Alessandro Spada, Vicepresidente Vicario di Assolombarda –. Nonostante l’aumento della deducibilità della quota IMU, il saldo per le imprese è comunque negativo. Consideriamo infatti che, contrariamente agli anni passati, i Comuni nel 2019 hanno la possibilità di aumentare le aliquote IMU, TASI e Addizionale IRPEF: il rischio che la pressione fiscale locale aumenti è concreto e preoccupante. Al contrario il fisco dovrebbe essere una delle leve strategiche attraverso cui promuovere la crescita e la competitività delle aziende, che devono poter contare su un sistema tributario equo, semplice, certo e che duri nel tempo».

I Comuni con il livello di pressione fiscale più alto sono quelli di grandi dimensioni e più vicini ai 3 capoluoghi. I primi cinque per carico fiscale complessivo sulle imprese (considerando IMU, TASI e TARI su uffici e capannoni) sono: Milano, Sesto San Giovanni, Paullo, Rozzano e Cologno Monzese. Anche Monza e Lodi sono alti in graduatoria, rispettivamente alla 7° e alla 10° posizione. Occorre tenere in considerazione che il valore catastale degli immobili in questi territori è particolarmente rilevante.

Allontanandosi dai principali capoluoghi, invece, la situazione migliora. I comuni più virtuosi in termini di pressione fiscale sono tutti in provincia di Lodi. Tra questi troviamo: Castelnuovo Bocca D’Adda, Cornovecchio, Maccastorna; Cavacurta e Fombio.

Il monitoraggio mette, inoltre, in evidenza che IMU e TASI rimangono sui valori del 2017. Un risultato determinato dalla Legge di Stabilità 2018 che ha imposto ai Comuni, già dal 2016, il divieto di aumentare le aliquote. Nessuna Amministrazione, tra quelle oggetto del monitoraggio, le ha però riviste al ribasso, ad eccezione di Fombio, che ha ridotto l’aliquota dell’IMU dei capannoni e degli uffici, e di Castiglione d’Adda, che ha abbassato l’aliquota della TASI dei capannoni. Dal 2012 gli importi dovuti per queste imposte sono cresciuti complessivamente dell’11,4% per gli uffici e del 22% per i capannoni.

Ugualmente l’Addizionale Irpef, che il monitoraggio rileva per via dell’impatto sui dipendenti delle imprese del territorio, rimane sui livelli del 2017. Quasi la totalità dei Comuni ha confermato le aliquote dell’anno precedente. Solo Biassono, Cinisello Balsamo, Roncello, Borghetto Lodigiano, Cornate d’Adda e Fombio l’hanno ridotta.

In leggero aumento, rispetto al 2017, gli oneri di urbanizzazione: +1% per gli uffici e +0,8% per i capannoni. Dal 2012 l’incremento complessivo è stato di circa il 6% per entrambe le tipologie di immobili.

Dall’analisi emerge, invece, una diminuzione della tassa sui rifiuti. Nel 2018, infatti, la TARI nei principali comuni è diminuita in media dello 0,6% per gli uffici e dell’0,5% per i capannoni industriali. Complessivamente, dal 2012 la tassa sui rifiuti è diminuita dello 0,2% per gli uffici e del 16,7% per i capannoni industriali.

Più nel dettaglio Assolombarda ha avviato, da alcuni anni, un percorso di confronto con le Amministrazioni locali che ha prodotto importanti risultati in termini di semplificazione e di risparmio per le imprese.

Dal protocollo in materia di fiscalità locale siglato con Milano, Lodi, Brugherio, Lissone, Baranzate, Cinisello Balsamo, Lainate, Melzo e Rho, alle agevolazioni per le startup e i nuovi insediamenti produttivi a Buccinasco, Milano, Rho e Sesto San Giovanni, oltre all’esenzione dei magazzini funzionali alle attività produttive recepite da Baranzate, Cernusco sul Naviglio, Milano e Rho, e la rimodulazione del carico impositivo di IMU e TASI introdotto da San Vittore Olona, Lainate, Legnano e Melzo.

Senza dimenticare il “Bonus Assunzionale” messo a punto a Garbagnate Milanese e, infine, le riduzioni degli oneri di urbanizzazione per le attività produttive previste a Trezzano sul Naviglio. Casi di successo che devono diventare best practice sempre più diffuse sul nostro territorio.

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