Sondrio , 14 novembre 2017   |  

Oncoematologia: pazienti e "Care Giver" al centro del primo del social report

Maggiore coinvolgimento delle famiglie nel percorso di cura

sanita valcom

«Occuparsi della salute delle persone non può essere più  relegato esclusivamente al rapporto tra il clinico e il paziente. Quello che emerge chiaro è che oggi la malattia non riguarda più il singolo, ma la famiglia e tutti coloro che gli stanno vicino. Ed è sulla famiglia quindi che dobbiamo lavorare in termini di coinvolgimento nei percorsi di cura». E' quanto annunciato dall'assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera durante la presentazione del primo Social Report sull'Oncoematologia svolto da Blogmeter per le associazioni Linfovita e Lampada di Aladino Onlus, nato dall'analisi di oltre 59,3K di conversazioni in Rete avvenute negli ultimi 12 mesi - da Settembre 2016 a Ottobre 2017 - sul tema dell'oncoematologia e delle principali malattie ad essa collegate.

Da questo primo social report è emerso che il racconto della malattia riguarda sempre la famiglia. A ripetersi sono infatti le parole legate alle relazioni affettive. Sono le parole come genitore, figlio, mamma o papà a raccontare il dolore, la paura e le ansie legate alla malattia. E infatti il 70 per cento delle conversazioni in rete sulle terapie da utilizzare in caso di malattie oncoematologiche avviene in forum in cui pazienti e 'care giver' si incontrano per condividere e sostenersi a vicenda.

Quando si parla di malattie oncologiche la capacità di reagire del paziente è fondamentale. Il confronto in rete sulla malattia in questi casi può rappresentare un supporto straordinario, così come lo straordinario lavoro delle associazioni. Prendersi cura vuol dire anche saper utilizzare i nuovi strumenti a disposizione per creare dialogo, dare informazioni o risposte appropriate ed efficaci, utili ad accompagnare i pazienti ad essere più consapevoli della loro malattia, dei metodi di cura e reagire nei modi migliori.

«Sono molto felice,  ha concluso Gallera,  di aver sostenuto sin dall'inizio la nascita di questo Social Report in Oncoematologia che ci restituisce uno spaccato di
quanto avviene sui Social media su questo delicatissimo tema. Si tratta di una iniziativa molto importante perché fotografa in maniera precisa le richieste, i dubbi e le ansie dei pazienti che soffrono di patologie oncoematologiche. Un lavoro molto utile che ci aiuterà a costruire servizi tagliati sulle loro reali necessita' e un modello da 'esportare' anche in altre aree terapeutiche».

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