Sondrio, 02 dicembre 2022   |  

Nuova Tangenziale di Sondrio e viabilità al Trippi

onfartigianato Trasporti Sondrio invita ad una progettualità di lungo periodo. Opera fondamentale ma deve essere realmente efficace

Fausto Acquistapace

didascalia: Fausto Acquistapace

Confartigianato Sondrio Trasporti in questi giorni ha riflettuto al proprio interno circa il progetto della nuova tangenziale di Sondrio in località Trippi presentato ufficialmente nei giorni scorsi ai portatori di interesse.

La riflessione ha coinvolto sia l’importante settore del trasporto merci sia quello non meno importante e strategico del trasporto persone.

L’attesa per i lavori per eliminare il tratto del passaggio a livello all’uscita est della tangenziale di Sondrio si sono fatti attendere oltre trent’anni e dopo la presentazione del progetto predisposto da Anas Spa era rimasta un po’ di amarezza che si è affievolita dopo la preso di posizione dell’Assessore regionale Sertori che ha dimostrato apertura verso le istanze di coloro che vivono e lavorano sulle strade.

Che l’opera per superare il passaggio a livello vada fatta nessuno ha dubbi ma dopo tre decenni di attesa le aspettative sono alte e nonostante le difficoltà l’auspicio è che le opere siano realizzate con un occhio rivolto al 2026 ma con una visione più lunga e cioè al dopo olimpiadi sempre nella convinzione che gli operatori economici della valle hanno una solo strada di fondovalle.

L’occasione delle Olimpiadi del 2026 – afferma Fausto Acquistapace, Presidente di Confartigianato Sondrio Trasporti - dovrebbe essere un punto di partenza e non di arrivo per la realizzazione delle infrastrutture necessarie, che per essere realmente funzionali hanno bisogno di essere progettate ascoltando in primis chi i territori li vive quotidianamente. Stiamo parlando di comuni cittadini, studenti, lavoratori, turisti, imprenditori, operatori del trasporto merci e operatori del trasporto persone che attraversano le nostre arterie giornalmente.”

Negli ultimi giorni circolano soluzioni e posizioni differenti che hanno tutte un fondamento.

A questo punto vogliamo lanciare alcuni spunti di riflessione: non varrebbe forse la pena di proseguire il dialogo tra i portatori di interesse, la politica locale e l’ente che coordina i lavori? Siamo veramente certi che la fretta per l’avvio dei lavori non rischi di farci ritrovare con un’opera che crei più criticità rispetto a quelle che dovrebbe risolvere?

Appuntamenti

Ritrovaci su Facebook

Caleidoscopio

31 Gennaio 1963 il Friuli Venezia Giulia diventa regione autonoma a statuto speciale, come previsto dall'art. 116 della Costituzione

Social

newFB newTwitter