Sondrio, 04 settembre 2019   |  

Migrazioni & modernità

di Gabriella Stucchi

L’evento migratorio visto sotto una nuova prospettiva.

Migrazioni

L’autore nella Premessa spiega la nuova prospettiva, chiamata “generativa”, con cui affronta il tema migratorio: invece di chiederci se coloro che si spostano hanno un futuro nel Paese d’arrivo, chiederci se, con il loro migrare, offrono prospettive nuove alle società in cui giungono.

Si parte dagli aspetti rischiosi che caratterizzano la migrazione: partire, attraversare, spostarsi...con le inevitabili peripezie, talvolta estreme, da affrontare, senza la certezza di punti di riferimento sociali, di affetti, con diversità di linguaggi e la provvisorietà a cui la vita è esposta. Ma la possibilità di avere punti di orientamento socio-urbanistici stabili, il buon rapporto con la comunità ospitante, pur con la diversità culturale, possono valorizzare le interazioni tra migranti e comunità accoglienti.

Risalendo poi ai motivi che possono indurre alla migrazione si pone in primo luogo quello del lavoro: la ricerca, anche di un lavoro temporaneo, spinge migranti irregolari, cioè privi di documenti o di permessi per attraversare le frontiere. Ci sono poi migranti che richiedono asilo e protezione da violenze, da catastrofi ambientali o ecologiche; altri per ricongiungimenti familiari. Di fronte a tali situazioni l’autore prosegue sottolineando che occorre superare le abitudini acquisite ed aprirsi ad una visione di “scambio” per il vantaggio di tutti.

Si tratta quindi di una “rigenerazione sociale”, tenendo presente che è proprio Abramo, con la migrazione verso un paese a lui sconosciuto, a darci un esempio di migrazione generativa. L’autore, citando i passi di Genesi, mostra che Abramo diventa padre di più nazioni, dando fiducia alla promessa Dio.
Un secondo paradigma biblico sul tema della migrazione è quello dei Magi esposto nel Vangelo di Matteo: si dirigono verso un luogo all’inizio non ben definito (Gerusalemme) per una persona, Gesù, con l’incertezza della lunghezza del viaggio e quindi della sua durata.
C’è poi la migrazione della Sacra Famiglia dalla minaccia di morte da parte di Erode, la cui violenza ha un fondamento politico.
Sono tutti episodi pieni di difficoltà, ma insieme rivelano relazioni portatrici di novità feconde.

“Migrazioni e modernità”: l’autore ricostruisce il fenomeno migratorio nel Mediterraneo partendo dalle origini, tra il 2000 e il 1500, come è descritto nei testi greci, per arrivare ai Fenici, che portavano anche competenze delle loro terre; infine Roma: la sua presenza nel mare va dalla metà del III secolo a. Ch. fino al IV dopo Ch., con l’estensione dell’Impero romano e la facilitazione del commercio.

L’autore prosegue notando, anche attraverso l’uso di brani di fiabe, come nel fenomeno migratorio si verificano due aspetti: chi arriva e cerca di capire come poter entrare meglio in una situazione; chi già c’era e oppone una legittima difesa dell’ordine e delle logiche già assodate. L’integrazione non è immediata, ma se positiva, diventa per chi arriva un arricchimento anche a disposizione di chi ospita. D’altra parte la modernità globalizzata fa sì che la vita del migrante, soprattutto all’inizio, è stretta nella tenaglia di un processo che dal punto di vista dello Stato, non può essere avviato facilmente, anche per ragioni burocratiche, dall’altro, quello delle realtà locali, implica un contatto culturale col diverso, per cui la situazione rimane bloccata.

Da qui la necessità di “Rimuovere le barriere” socio- culturali, come spiega l’autore nel 6° capitolo. L’accoglienza generativa richiede un’apertura democratica, cioè “non aver paura di imprimere alla propria vita, sociale e personale, una sterzata rispetto alle traiettorie esistenziali già in atto”, ponendo un legame stabile con i relativi impegni normativi. Questo richiede tempo, la volontà di superare le difficoltà, in vista di un processo di rigenerazione, in cui i migranti stessi siano inclusi come protagonisti e non come succubi.

Nel libro, grazie anche ai riferimenti di diverse discipline (filosofia, sociologia, antropologia e teologia biblica) l’autore presenta l’evento migratorio sotto una nuova prospettiva, in quanto le persone danno un futuro e dischiudono prospettive alle società in cui giungono.

Emanuele Iula “MIGRAZIONI & MODERNITÁ” – Queriniana – euro16.00

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