Lecco, 29 maggio 2019   |  

Meditazione sulle realtà ultime

di Gabriella Stucchi

Attraverso le riflessioni tratte da scritti di teologi e filosofi degli ultimi decenni l’autore aiuta a guardare con fiducia e speranza al domani ultraterreno, fondandosi sull’amore misericordioso di Dio.

Realta ultime

Il libro si apre con la citazione, da parte dell’autore Rosino Gibellini (teologo e filosofo), di due figure molto note: la carmelitana Teresa di Gesù Bambino (Teresa di Lisieux) e il teologo e pastore protestante Dietrich Bonhoeffer.

Teresa in una lettera del 9 giugno 1897degli “Ultimi colloqui” scrive: «Io non muoio: entro nella vita».

Il pastore protestante Dietrich Bonhoeffer l’8 aprile 1945, domenica “in albis”, mentre celebrava il servizio religioso su richiesta di un gruppo di prigionieri prelevato dal campo di concentramento di Buchenwald, interrotto bruscamente dall’arrivo di civili che volevano portarlo via, disse al compagno di prigionia: «È la fine; per me è l’inizio della vita».

L’autore nel II capitolo, attraverso citazioni di studiosi molto noti in materia, mostra come la teologia del XX secolo ha operato in profondità sulla dottrina che riguarda l’escatologia, sottolineando che la spinta che ha determinato una svolta nella dottrina delle realtà ultime è venuta dalla teoria evangelica.

Nella teologia cattolica il rinnovamento entra con l’opera “Mysterium Salutis” che ha come sottotitolo “Nuovo corso di dogmatica come teologia della storia della salvezza”, progettata nel 1958-1959 e realizzata tra il 1965 e il 1976. Un’ulteriore svolta si verifica con “Teologia della speranza” (1964) di Jürgen Moltmann, che in forma lapidaria dice: “La missione è la speranza della fede in azione”.

Da qui partono gli impulsi che saranno sviluppati nella teologia politica europea, nella teologia latinoamericana della liberazione e nelle varie forme di teologia del Terzo Mondo.

Così si è passati da un discorso sulle realtà ultime condotto con tonalità angosciante e sulla linea di una “pastorale della paura” ad un orizzonte della speranza.

Nel terzo capitolo l’autore riflette sul tema della morte che, vista prima come pena dovuta al peccato originale, si arriva con Jüngel all’illuminazione della morte alla luce dell’evangelo. La fede dà importanza alla vita, che neppure il rigore della morte può eliminare. Citando Paolo (Romani 6,23) si rileva che “il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù nostro Signore”.

Secondo Moltmann che scrive “La vita cristiana è “ars Deo vivendi” (l’”arte di vivere per Dio”) ognuno plasma la sua vita come un’opera d’arte, esprimendo qualcosa della bellezza della grazia divina.

Il teologo Karl Rahner il 12 febbraio 1984 in occasione del suo ottantesimo compleanno (morì poi i 30 marzo) all’Università di Friburgo diceva: “...un giorno la morte introdurrà un vuoto straordinariamente silente, che noi accoglieremo con fede, speranza e in silenzio....scopriremo che questo vuoto, che noi sentiamo come morte, è in realtà riempito da quel mistero originario che diciamo Dio, dalla sua luce pura, dal suo amore che tutto ci toglie e tutto ci dona...vedremo emergere il volto di Gesù, il Benedetto...”.

Rudolf Bultman, esegeta del Nuovo Testamento, nel testo di Apocalisse (3,14-20) “Ecco, io sto alla porta e busso” parla del suono delle campane (il cui rintocco annuncia la dipartita di un fratello o sorella) come del bussare dell’Eternità alla porta del nostro tempo.

Riguardo al dibattito “Immortalità dell’anima e risurrezione dei morti” l’autore riferisce l’interpretazione di Joseph Ratzinger nella sua “Escatologia” del 1977: “Solo la risurrezione del Cristo porta una nuova speranza, che tuttavia nulla toglie alla morte integrale... L’uomo intero sarà riportato a nuova vita...La speranza biblica può essere espressa soltanto con la parola risurrezione’”.

Altro tema affrontato è quello del giudizio, su cui von Balthasar scrive: “Di fronte al giudizio noi non ce ne stiamo confusi e scoraggiati, ma abbiamo fiducia e speranza, poiché il nostro giudice è Colui che ha preso su di sé i peccati di ciascuno...L’infinità dell’amore di Dio avvalora l’idea che il peccato, troverà la sua fine nell’amore che lo abbraccia”.

“La preghiera per i defunti esprime una vicinanza piena di amore” (J. Nocke). Ratzinger aggiunge: “La possibilità di aiutare e la possibilità di donare non si estinguono con la morte, ma coinvolgono l’intera comunione dei santi’”.

Attraverso le riflessioni tratte da scritti di teologi e filosofi degli ultimi decenni l’autore aiuta a guardare con fiducia e speranza al domani ultraterreno, fondandosi sull’amore misericordioso di Dio.

Rosino Gibellini “Meditazione sulle realtà ultime” – Queriniana – euro 5.00

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