Sondrio , 10 agosto 2018   |  

Malattie professionali in aumento: indennizzo ecco le procedure

Il Patronato Epaca ha una struttura medica ed amministrativa in grado di dare la massima consulenza ed assistenza in materia

lavoro

Le malattie professionali possono riguardare i lavoratori autonomi e dipendenti che svolgono ripetutamente gli stessi movimenti durante la loro attività lavorativa (addetti alla potatura, posatori di tetti e pavimenti, parrucchiere, movimentatori manuali di carichi, soggetti esposti a sostanze dannose oppure a rumore si ha diritto all’indennizzo (se richiesto) quando il lavoro ne costituisce la causa diretta e determinante.

I coltivatori diretti (ma anche tutti gli altri lavoratori autonomi e dipendenti) sono assicurati obbligatoriamente all’INAIL, quindi sono tutelati non solo se subiscono un infortunio sul lavoro, ma anche se contraggono una malattia a causa e nell’esercizio del lavoro svolto o dei materiali utilizzati (es. esposizione a sostanze dannose, rumore, ecc.).

Le malattie professionali si differenziano dagli infortuni sul lavoro in quanto sono originate da una causa lenta e prolungata nel tempo (es. il lento processo di assorbimento di sostanze tossiche da parte dell’organismo), al contrario dell’infortunio sul lavoro che si caratterizza per una causa violenta e improvvisa (es. una caduta dall’alto); peraltro, negli ultimi anni, a fronte di un positivo sensibile calo degli infortuni sul lavoro, frutto di una maggiore sicurezza sui luoghi di lavoro e di una diminuzione delle giornate lavorative, causa della minore attività svolta, indotta dalla crisi economica, sono sensibilmente aumentate le malattie professionali, derivanti dall’usura degli addetti ai vari settori produttivi, impegnati nelle rispettive attività lavorative per decenni.

L’esperienza in materia di malattie professionali dice che, per esempio, alcuni tipi di lavoratori autonomi o dipendenti hanno più difficoltà ad ottenere il riconoscimento di una malattia professionale dall’INAIL se, nella loro attività lavorativa giornaliera, svolgono molteplici attività e tipi di movimento che non si ripetono costantemente per giorni, settimane, mesi, anni; diverso è il discorso di altri lavoratori autonomi o dipendenti che svolgono delle attività che prevedono gesti ripetitivi per giorni, mesi, anni (ad esempio i posatori di tetti e pavimenti, i parrucchieri/le parrucchiere, coloro che movimentano manualmente carichi di un certo peso, i lavoratori/lavoratrici che sono a contatto con sostanze dannose o sono esposti a rumore di una certa intensità e durata ecc.).

I soggetti sopra indicati, dopo decenni di svolgimento delle loro attività lavorative, hanno quasi sicuramente contratto una malattia professionale che, per essere riconosciuta, deve essere denunciata all’INAIL e perfettamente documentata con ogni mezzo di prova.

 Il riconoscimento della malattia professionale comporta il conseguente indennizzo economico da parte dell’INAIL, oltre all’erogazione delle necessarie cure mediche riabilitative. 

Le malattie di origine professionale riconosciute dalla Legge in agricoltura e negli altri settori produttivi sono elencate in una apposita tabella e sono associate a una o più attività o lavorazioni. Se la malattia denunciata rientra in questo elenco il lavoratore, per vedersi riconoscere il relativo indennizzo, deve solo dimostrare di aver svolto in modo non occasionale una delle attività che in base alla tabella espongono al rischio di quella malattia.

Rientrano ad esempio nell’elenco delle malattie professionali in agricoltura: le malattie causate da esposizione a sostanze dannose, quelle causate da radiazioni solari, per le lavorazioni svolte prevalentemente all’aperto; la sordità da rumore; l’ernia discale lombare causata da lavorazioni svolte con macchine che espongono a vibrazioni trasmesse al corpo intero: trattori, mietitrebbia, vendemmiatrice semovente; malattie da sovraccarico degli arti superiori: tendiniti e sindrome del tunnel carpale, ecc.

Per gli altri settori di attività valgono i ragionamenti sviluppati in premessa circa i tipi di attività che espongono maggiormente al rischio di contrarre malattie professionali tabellate e non tabellate.

Sono comunque indennizzabili dall’INAIL anche le malattie non presenti nella tabella di Legge: in tal caso, però, il lavoratore deve dimostrarne l’origine lavorativa, vale a dire che la malattia si è verificata a causa e nell’esercizio del lavoro svolto. Data la complessità della materia e le possibili ricadute per le aziende (applicazione della Rivalsa INAIL), gli uffici EPACA intendono essere vicino agli associati mettendo a loro disposizione un servizio di assistenza medico-legale in grado di informarli e di guidarli nella presentazione delle relative denunce di Malattia Professionale; da circa 3 anni esiste una stretta collaborazione tra Coldiretti /EPACA e Confartigianato/INAPA per la gestione e la trattazione delle malattie professionali dei soci/iscritti a Confartigianato maggiormente soggetti a contrarre una o più malattie professionali (posatori di tetti e pavimenti, parrucchieri/parrucchiere, fabbri/lavorazione del ferro, calzolai, carrozzieri, autotrasportatori, muratori ecc.).

Si invita tutti gli associati ed i lavoratori in genere (autonomi o dipendenti che rientrano tra le tipologie precedentemente citate) a rivolgersi agli Operatori EPACA centrali e di Zona per avere informazioni in merito e per compilare un apposito questionario attraverso il quale è possibile individuare i casi da classificare come potenziali Malattie Professionali.

 

il servizio medico-legale di EPACA (ambulatorio provinciale a Sondrio – Largo Sindelfingen n. 9), tramite il grande dinamismo e la professionalità del Dr. Cesare Mascheroni, Consulente medico del Patronato EPACA, è a disposizione per approfondire e documentare al meglio le patologie sofferte dai lavoratori, al fine di ottenere dall’INAIL – dietro presentazione di apposita istanza di riconoscimento – le indennità previste dalla Legge (telefonare al numero "0342 541623" per concordare un primo appuntamento).

 

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