Sondrio, 25 novembre 2020   |  

L'Italia? Ferma e in vendita

di Alberto Comuzzi

Qualche flebile voce si alza a denunciare come il nostro Paese sia facile preda di appetiti stranieri. Intanto qui tutti scorrazzano e saccheggiano.

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Confine italo-francese (credit Analisi Difesa)

Manuela Perrone e Gianni Trovati su "Il Sole 24Ore" di martedì 24 Novembre si sono chiesti fino a dove si stiano spingendo i francesi nell'acquisto di aziende e banche italiane. «La mossa del Crédit Agricole (che ha lanciato un'opa, non si capisce fino a che punto non ostile, per comprarsi il Credito Valtellinese, n.d.r.) in ogni caso, muove pedine importanti», spiegano i giornalisti, «su due tavoli strategici per l’esecutivo: quello del risiko bancario e quello degli intrecci sempre più fitti con i grandi nomi del capitalismo francese che in queste settimane hanno alzato la temperatura dei rapporti con Parigi, come accaduto la settimana scorsa nel caso di Vivendi.

Mentre quando lo scenario si ribalta, e vede l’Italia provare a essere protagonista Oltralpe, le cose si complicano notevolmente come dimostra l’eterno stallo che caratterizza il tentativo di nozze di Fincantieri con Stx».

Alle parole dei due giornalisti hanno fatto eco quelle del senatore Gasparri che ha dichiarato: «I francesi di Credit Agricole hanno nel mirino il Credito Valtellinese, hanno ipotizzato il controllo di Bpm. Il credito è fondamentale, soprattutto in una fase critica come quella che stiamo vivendo.

Già le principali banche italiane sono state acquisite da gruppi esteri, francesi, tedeschi, spagnoli. Dobbiamo svendere ulteriormente il nostro patrimonio bancario?

Non si tratta di fare scelte protezioniste, ma di evitare un'alterazione della concorrenza. Già le regole europee sono troppo severe nel campo del credito e vanno riviste urgentemente, come Forza Italia ha chiesto.

Una colonizzazione ulteriore del nostro sistema bancario sarebbe una sciagura aggiuntiva. Di questo si deve discutere in Parlamento insieme alle misure di sostegno alla nostra economia».

Con un Governo di ministri poco qualificati e qualcuno pure psicologicamente succube del suo omologo straniero, diventa tutto più facile. Quando ci si fa pecore il lupo ti sbrana.

I "cugini" francesi hanno destabilizzato la Libia con cui l'Italia aveva buoni rapporti commerciali e nessuno ha reagito. Hanno avanzato pretese su un ampio tratto del Mare Mediterraneo e nessuno ha fiatato. Hanno sollevato questioni di proprietà di una cima del monte Bianco e nessuno s'è indignato.

Immaginiamoci se ora, che fanno incursioni nel sistema bancario, qualcuno solleverà una ciglia. 

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