Sondrio, 11 novembre 2017   |  
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La settimana orribile del Creval, i soci attendono una svolta per ridurre le perdite

di Alberto Comuzzi

Nell'ultimo mese il valore del titolo si è ridotto del 49 per cento senza apparenti reazioni

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Aprire la settimana a 2,92 euro e chiuderla a 1, 58euro per azione (- 10,87 % venerdì 10 Novembre). Il povero azionista del Credito Valtellinese (tanti anche dipendenti o ex dipendenti, molti anche clienti) ha vissuto una settimana borsisticamente orribile, forse la più brutta nella storia della banca nata 110 anni fa (12 Luglio 1908). Una situazione che lascia incertezze sul buon esito dell'operazione nonostante, va ricordato, ci sia la garanzia "di riserva" assicurata da Mediobanca.

Parte dei soci attuali ha preferito vendere, chi ha comprato lo ha fatto solo su livelli sensibilmente più bassi. Nell'ultimo mese il Creval ha perso circa il 49% del proprio valore. Che cosa sta accadendo, si chiedono i più?

Valtellinanews ha cercato di aiutare i soci spiegando alcuni meccanismi di Borsa. Ricordiamo che la richiesta di 700 milioni di nuovo capitale, tanto e più del previsto, ha depresso il titolo (come avviene normalmente negli aumenti di capitale) e ha indebolito altri titoli bancari. La richiesta è di oltre tre volte il valore borsistico della banca (stimato in meno di 200 milioni)

Quello che ha colpito è stata l'assenza di reazioni: neanche un rimbalzo e la settimana si è chiusa fra sospensioni e nuove perdite.

Roadshow a Londra per parlare con i grandi fondi, dichiarazioni tranquillizzanti, l'investimento personale del presidente Miro Fiordi (50.000 euro) e di altri consiglieri sono passaggi troppo blandi per dare la svolta che serve. Anche la promessa che con l'apporto di nuovi soldi si chiuderà definitivamente la partita dei cattivi crediti non è bastata. Almeno in queste sedute.

Il pubblico dei social network, che va sempre preso con le dovute cautele perché raramente argomenta, mentre spesso si mostra incline all'insulto, non risparmia critiche al limite dell'astio per chi ha portato la banca a questa pesante crisi.

Tra i tanti “accusatori” spicca però il ragionamento di quell'azionista che conferma: ho acquistato titoli Creval a 8,2 euro pochi anni fa ed oggi, dopo il reverse split (accorpamento di 10 azioni in una nuova azione il cui valore risulta pertanto 10 volte quello di una delle "vecchie" azioni) dello scorso Febbraio, mi trovo 1,58 euro per ogni nuova azione. In pratica su 82.000 euro investiti in 10.000 azioni di allora, oggi ho un valore complessivo di 1.580 euro. In queste ore non si sono neppure sentite le flebili voci delle posizioni critiche che erano emerse nel corso dell'ultima assemblea.

Il malessere dei soci grandi e piccoli c'è, non è immaginabile un'altra settimana come questa. Sullo sfondo resta poi una preoccupazione che, polarizzata l'attenzione sulla pur allarmante perdita di denaro, non può essere taciuta perché gravida di conseguenze per centinaia di persone: la perdita di posti di lavoro diretti e indiretti dell'indotto della banca.

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