Sondrio , 31 marzo 2018   |  

Il parere del Generale Morabito sul terrorismo in Italia

Arresti effettuati in molte città dell'Italia hanno attraversato il nostro Paese da Nord a Sud. Quali sono le conseguenze degli arresti effettuati in questi giorni?

guerra terrorismo

Proponiamo un articolo apparso in questi giorni sulla testata "Euronews" di Martina Brambilla, che ringraziamo per la gentile concessione, sul tema degli arresti effettuati nelle maggiori città del nostro Paese. La giornalista ha posto una precisa domanda al Generale Giuseppe Morabito, ufficiale in congedo dell'Esercito Italiano e docente presso la Nato Defence College Foundation.

Roma, Napoli, Matera, Latina, Viterbo, Caserta, Torino, Milano, Foggia, Reggio Emilia. Le perquisizioni in chiave antiterrorismo compiute nelle ultime ore dalla polizia coinvolgono tutto il territorio italiano. Da Nord a sud.

Quella esistente, dunque, è una rete capillare. Ma quali sono le reali conseguenze degli arresti effettuati oggi? Lo abbiamo chiesto al Generale Giuseppe Morabito, ufficiale in congedo dell'Esercito Italiano e docente presso il Nato Defence College Foundation.

Morabito spiega che gli arresti servono soprattutto a limitare l'attività delle cellule jihadiste presenti sul territorio nazionale e che fanno in modo che l'organizzazione perda tasselli fondamentali del suo organigramma: ciò ne rallenta inevitabilmente l'azione. La conseguenza negativa dell'operazione antiterrorismo è che gli arresti alimentano il rischio di azioni indipendenti di lupi solitari, sfuggiti alle retate, che potrebbero sentirsi "persi e senza più punti di riferimento" e quindi senza nulla da perdere, venendo così spinti a compiere nuovi attentati.

L'allerta quindi rimane alta ovunque ma l'altissimo livello in termini di capacità e di addestramento dell'intelligence e delle forze dell'ordine italiane è tale che la minaccia possa essere quasi arginata. Anche nei prossimi giorni di festa. E l'aver reso l'opinione pubblica partecipe di quanto sta accadendo, serve a potenziare il livello di attenzione dei singoli cittadini, questione fondamentale nella lotta al terrorismo.

Il depotenziamento del Sedicente Stato Islamico in Siria e in Iraq fa sì che la propaganda jihadista si sviluppi con mezzi alternativi e che i reclutamenti avvengano principalmente via web. Un fenomeno dunque sempre più difficile da controllare ma colpi come quello sferrato dalla polizia negli ultimi giorni servono quantomeno a prendere tempo.

 

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