Sondrio , 11 settembre 2017   |  
Società   |  Salute

Il matrimonio fa bene al cuore (dipende però con chi si vive )

di Gianfranco Cucchi

Secondo uno studio di medici inglesi chi vive in coppia ha il 14 per cento in più di probabilità di sopravvivere rispetto ai single in caso di attacco di cuore

coppia matrimonio maturo

Che la qualità dei rapporti relazionali, affettivi e le attività di supporto psicologico siano importanti nella cura delle malattie cardiache era già noto da tempo. Come sembra assodato. che coloro che hanno una fede religiosa,colpiti una grave patologia, possano reagire meglio e avere una migliore prognosi

Una ricerca inglese da parte dei medici cardiologi dell''Aston Medical School di Birmingham indica che il matrimonio possa fare bene al cuore. Lo studio e' stato presentato al recente Congresso Europeo di Cardiologia (ESC) , un assise tra le più qualificate nel mondo.

I dati sono stati ricavati sull'archivio delle persone ricoverate in Inghilterra tra il 2000 e il 2013. I pazienti analizzati sono stati 929.552 di cui 25.287 colpiti da infarto miocardico , 168.431 erano affetti da ipertensione arteriosa , 68.098 da diabete mellito di tipo 2 e 53.055 erano ipercolesterolemici . Gli ammalati sono stati suddivisi come single, coniugati, divorziati, vedovi fino alla fine della ricerca.

Tra le persone che sono state colpite da un attacco di cuore, chi vive in coppia ha il 14 per cento in più di probabilità di sopravvivere rispetto ai single. L' originale ricerca, essendo la prima in questa materia, non si e' limitata solo ad analizzare i malati di cuore ma ha segnalato anche che il matrimonio ha un influenza positiva allungando la vita alle persone portatrici di tre importanti fattori di rischio per le malattie cardiovascolari: colesterolo elevato, diabete e pressione alta. L'analisi dei dati ha rilevato che i pazienti coniugati affetti da diabete avevano una sopravvivenza maggiore del 14 per cento, gli ipertesi del 10 per cento e gli ipercolesterolemici del 16 per cento rispetto ai singoli alla fine dello studio.

I divorziati sopravvivono meno dei coniugati. In una nota rilasciata dall'ESC  dr. Paul Carter, primo autore, afferma "Matrimonio vuole dire un coniuge che aiuta psicologicamente e fisicamente a diversi livelli, che vanno dallo stimolare il partner per stili di vita più sani, , ad avere maggiore aderenza alle terapie farmacologiche e alle visite di controllo. I dati suggeriscono che il matrimonio rappresenta la possibilità di essere supportati nel tenere sotto controllo i fattori di rischio per le malattie cardiache e, in ultima analisi, per vivere meglio e più a lungo. ".

La qualità' di una relazione è importante e esistono molte evidenze che eventi molto stressanti della vita, come il divorzio, possano aumentare l'incidenza di malattie cardiache. I dati dicono che i pazienti divorziati con pressione alta o con un attacco cardiaco precedente avevano tassi di sopravvivenza inferiori rispetto ai coniugati .

La ricerca ha evidenziato e confermato l'importanza della qualità della vita, con l'intervento di protezioni psico-sociali, mariti, mogli, ma anche amici per la prevenzione e la cura delle persone ad elevato rischio cardiovascolare e colpite da un evento acuto cardiaco

Appuntamenti

Ritrovaci su Facebook

Caleidoscopio

25 Settembre 1956 è inaugurato il primo cavo sottomarino transatlantico, tra Scozia e Terranova.

Social

newFB newTwitter