Sondrio , 12 febbraio 2019   |  

I nomi dello sterminio

di Gabriella Stucchi

“Dare un nome significa comprendere l’evento e trasmetterne il significato”

I nomi dello sterminio

 

“Dare un nome allo sterminio”: è il titolo del capitolo di introduzione al libro, in cui si sottolinea come l’«evento epocale» che si verificò nel corso della seconda guerra mondiale con l’uccisione di oltre due terzi degli ebrei d’Europa da parte dei nazisti, trova difficoltà nel tradurre questi avvenimenti in termini linguistici.

Durante la guerra si usò il termine “khurbun”, ovvero catastrofe, che nei tempi antichi significava la distruzione del Tempio di Gerusalemme. Il termine fu usato anche nel dopoguerra da autori di lingua yiddish.

In Israele, alla fine degli anni Quaranta, si adottò la parola “Shoah”, termine ufficializzato nel 1951 per ricordare il “giorno del ricordo della persecuzione”. Il vocabolo compare più volte nella Torah (Bibbia) per indicare terrore, desolazione e umiliazione dopo l’esilio. Negli anni Quaranta e nei primi del Cinquanta in Israele il termine “Shoah” venne reso in inglese con la parola “catastrophe” (“catastrofe”), cioè rovina, distruzione.

Pochi mesi dopo la fine della guerra i termini più usati furono “universo concentrazionario”, “deportazione”, “lager”, “campi di concentramento”: si attenuava così un poco la tragedia, spostando l’attenzione sull’allontanamento forzato e la segregazione.

Nel 1946 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite introdusse il termine ”genocidio”, che poi in anni più recenti fu applicato a stragi e persecuzioni di ogni genere. “Olocausto” indica antisemitismo radicale, accettazione passiva di provvedimenti emessi dallo stato burocratico.

Occorre poi ricordare la violenza degli slogan nazisti che disumanizzavano gli avversari: “esseri subumani”, “animali, pidocchi e parassiti, virus e piaghe”, uniti ad aggettivi: “sporchi, pericolosi, infetti”, ecc. e di verbi (“eliminare, liberarsi di”...).
Il nazismo per occultare i crimini usava termini che potevano essere letti in un duplice significato. Le camere a gas erano chiamate “installazioni speciali” o “bagni”.
“Endlösung” indica il progetto di sterminio dell’intero popolo ebraico.

Negli anni Cinquanta compare il nuovo termine “olocausto” (dal greco intero- bruciare) che assume dapprima un significato religioso (ricordo dei sacrifici compiuti dagli Ebrei) poi indica “massacro”, o “completa distruzione per mezzo del fuoco”.

Elie Wiesel spiega che l’uso di “holocaust” deriva da un’analogia tra il sacrificio di Isacco e la distruzione degli ebrei: il termine esalta quindi atti di auto-sacrificio e di eroismo compiuti durante lo sterminio. In Italia il termine “olocausto” è stato collegato alle sue origini religiose fino al 1979, quando lo sceneggiato televisivo “Holocaust” propagò il significato dello sterminio ebraico. Negli anni Sessanta “Auschwitz” diventa il nome-simbolo dello sterminio; in Italia compare come titolo di un componimento di Salvatore Quasimodo dedicato al campo.

Il panorama terminologico resta tuttora sostanzialmente diviso e variegato, anche nei diversi Stati: in Italia negli ultimi trent’anni il termine “olocausto” è accolto raramente; più comune “shoah”, più usato anche nel mondo ebraico. L’autrice è comunque contraria al fatto di usare il termine “olocausto” per indicare qualsiasi malvagità e suggerisce di usare formule perifrastiche, come “lo sterminio degli ebrei durante la seconda guerra mondiale”, o “lo sterminio degli ebrei ad opera dei nazisti”.

L’analisi dei termini usati nel corso degli anni per indicare la grande tragedia avvenuta dopo la fine della seconda guerra mondiale è accompagnata dall’inserimento di testi di autori di varie nazionalità, su cui l’autrice si sofferma per commentare e indicare il valore, così da chiarire ai lettori il significato politico, storico e religioso dell’evento. Il tutto è condotto con competenza, chiarezza, volontà di aiutare i lettori a comprendere il valore profondo di quanto la comunità ebraica subì. Molto ricca la bibliografia.

Anna Vera Sullam Calimani “I nomi dello sterminio” – Marietti – euro14.00

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