Teglio, 18 maggio 2018   |  

Giulio e Lorenzo, un viaggio per coprire la distanza tra il dire e il fare

di Martina Bricalli

Due fratelli valtellinesi alle prese con un’avventura in kayak che li porterà a scoprire l’Italia

Giulio e Lorenzo kayak

Giulio ha 25 anni, è nato a Teglio, ma trascorre la vita con uno zaino in spalla. Nel bagaglio che si porta appresso ci sono molti viaggi, tanta esperienza e una grande voglia di raccontare. Raccontare la vita al di là del nostro piccolo orto, dove ci sono occhi che hanno visto cose inconsuete e orecchie che hanno ascoltato lingue sconosciute. Giulio ha deciso di testimoniare la sua Africa, la sua Cina e molto altro ancora, tramite un blog che lo segue passo passo nel suo peregrinare per il mondo e, questa volta, per il mare italiano.

L’impresa che sta per compiere andrà ad aggiungersi alle pagine social e siti internet di «Mamma vado in erasmus» e «Mamma vado in Africa», con un altro emblematico titolo che recita: «Mamma vado in kayak».
Il kayak sarà, infatti, il protagonista assoluto della vita di Giulio per i 3000 chilometri e i 120 giorni successivi alla partenza, il prossimo 21 Maggio, alle ore 15.00, dal Canal Grande. L’itinerario ha come punto di inizio la città di Venezia, proseguendo poi lungo il litorale adriatico fino al tacco del nostro Stivale, per poi risalire lungo la costa tirrenica e terminare a Genova. Non sarà però un tragitto in solitaria, perché Lorenzo, suo fratello sedicenne, è stato da lui reclutato per accompagnarlo in quest’ avventura, remando insieme a lui sul kayak a due posti. Il viaggio sarà un’ottima occasione per passare del tempo insieme e imparare a gestire e portare a compimento un progetto impegnativo, tramite la presa di responsabilità.
Come ci dice Giulio: «Questo sogno ha impiegato nove mesi per diventare progetto. È stata una gravidanza che ha richiesto impegno costante, sia nella fase di ideazione – durante la quale abbiamo dovuto sponsorizzarla presso altri per far credere anche loro nel nostro sogno e capire l’importanza comunicativa che rivestiva – che nella fase consolidata, perché dobbiamo mantenere la costanza nei 3000 chilometri che verranno».

Gli allenamenti sono iniziati a metà aprile a Colico, sul lago di Como, per abituare il corpo alla fatica dei prossimi mesi. La prima uscita li ha messi a dura prova, ma i risultati sono migliorati nel corso della preparazione, che si è basata su prove di ritmo e di durata. Nonostante la pianificazione e la pratica, per i due fratelli rimane l’incognita della reazione del proprio fisico su tempi molto lunghi; probabilmente ci saranno dei cali di rendimento che renderanno difficile mantenere la costanza richiesta per rispettare il programma, ma parte dell’impresa risiede proprio in questo.

È richiesto, dunque, un impegno costante che purtroppo non dipende solamente da prestanza fisica e mentale, ma anche dalle condizioni meteo che troveranno. Il programma prevede una distanza giornaliera percorsa di circa 30 chilometri, con 6 tappe a settimana e un solo giorno di riposo. «Probabilmente cercheremo di raggiungere i 35 chilometri al giorno – ci spiega Giulio – in modo tale da avere due giorni di recupero, dettati dall’imprevedibilità di venti e maree».
Queste tempistiche richiedono un avanzare lento, ma costante, con un andamento di 5 chilometri orari per circa 8 ore al giorno. La fatica comportata è simile a quella necessaria per camminare, dunque un’attività che può protrarsi per ore, tenendo però presente la difficoltà del considerevole tempo trascorso in acqua.

L’impegno costante richiesto dall’impresa è anche rappresentativo della costanza richiesta in qualsiasi esperienza di vita per colmare la distanza esistente tra il dire e il fare.
«Ho pensato a lungo a questo progetto, nella mia testa avevo un’idea precisa di cosa fosse e soprattutto di cosa significasse per me, ma mi era difficile esprimerlo a parole. Poi un giorno, una persona ha saputo darci un nome: “Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”, e qui il mare c’è davvero – racconta Giulio – Ma l’impegno ha permesso a questo sogno di diventare realtà e anche il viaggio, qualsiasi esito avrà, costituisce un esempio di quanto sia importante mettere entusiasmo e costanza in qualsiasi cosa si faccia, ricordandosi di dedicare un po’ di tempo anche ai propri sogni e non solamente ai doveri».

I due fratelli non saranno però lasciati a loro stessi come naufraghi. Il loro peregrinare sarà seguito da un camper, guidato da esperti o volenterosi che si dedicheranno al materiale fotografico e video del viaggio. In questo modo, i due avranno un letto su cui riposarsi la sera e l’avventura verrà documentata passo passo.
Sarà inoltre possibile seguirli tramite il sito sopraccitato «Mamma vado in kayak» e sulle pagine social. Le informazioni saranno aggiornate 6 giorni su 7 e verranno anche trattate rubriche di diverso genere. Tra queste, una «Lettera alla mamma» a settimana, dove Giulio e Lorenzo racconteranno come procede l’avventura, quali sono state le difficoltà affrontate o cos'hanno pensato durante tutte quelle ore in mare. Anche lo stomaco avrà la sua parte, con una rubrica settimanale sul miglior piatto della zona.

«Dobbiamo avere fortuna una volta sola» è con una citazione di un amico che conclude il discorso e invita a provarci tutti quelli che hanno un sogno. «Provarci sempre, nonostante molte volte si abbia la convinzione che il progetto non potrà funzionare, provarci sempre perché la disponibilità in cui ci si scontra è sorprendente. Il sogno è partito dal nulla, all’inizio non credevamo di avere nemmeno i soldi per una tenda, ma il nostro progetto è piaciuto e sempre più aziende, persone ed enti hanno creduto in noi e, per questo, sono loro immensamente grato».

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